I rischi chimici nella lavorazione delle pelli

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Presentate le problematiche relative a: valutazione del rischio chimico e relativi agenti chimici, sostanze cancerogene (polveri di cuoio, ammine aromatiche, idrocarburi policiclici aromatici, formaldeide) e vigilanza nel comparto calzaturiero

Una delle attività più tradizionali della Regione Marche è la lavorazione delle pelli sia per la produzione di scarpe sia di altri manufatti. In tale attività sono presenti vari rischi per i lavoratori che prestano la loro opera nelle industrie di varia grandezza che si trovano principalmente nel territorio delle Provincie di Macerata e Fermo.

Di questo si è parlato nel convegno organizzato dalla sezione Lamus (Lazio, Abruzzo, Molise, Umbria e Sardegna) dell’Aidii (Associazione italiana degli igienisti industriali) nella splendida cornice della sala conferenze «Marco Fratini» della Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro. Il tema della giornata è stato il rischio chimico connesso con l’incollaggio, la verniciatura, la lucidatura e la finitura delle calzature.

Di fronte ad una platea viva e fortemente motivata anche a seguito di recenti incidenti, ha aperto i lavori il prof. Giuliano Tagliavento, in qualità di dirigente del Servizio Salute della Regione Marche, ed il prof. Giuseppe Romano Spagnoli, come Presidente della sezione Lamus, i quali hanno ricordato il ruolo fondamentale della prevenzione nella salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’importanza della ricerca. In quest’ambito l’Aidii svolge un ruolo fondamentale come collegamento tra il mondo scientifico e la realtà industriale. Le relazioni, tutte incentrate sul rischio chimico nel comparto calzaturiero, hanno visto come relatori il prof. Alessandro Bacaloni, docente presso l’Università di Roma «La Sapienza», il prof. Roberto Calisti, direttore dello Spresal dell’Asur zona 8 di Civitanova Marche, e la prof. Maria Antonietta Sollini, direttore dello Spsal dell’Asur zona 11 di Fermo. I tre studiosi hanno presentato la problematica nelle tre diverse sfaccettature: valutazione del rischio chimico e relativi agenti chimici, sostanze cancerogene (polveri di cuoio, ammine aromatiche, idrocarburi policiclici aromatici, formaldeide) e vigilanza nel comparto calzaturiero.

Nel saluto finale dell’organizzatore del convegno, il prof. Spagnoli ha ricordato quanto accaduto presso la raffineria Saras di Cagliari, augurandosi che iniziative simili a questo convegno possano ripetersi ed allargarsi anche ad altre realtà e problematiche lavorative per una migliore ed efficace opera di informazione dei lavoratori e relativa prevenzione della salute.