«Carbon credit» dall’uccisione dei dromedari

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Ne continente ci sono più di un milione di dromedari: secondo gli esperti ogni esemplare produce una quantità di metano pari a una tonnellata di anidride carbonica annua, corrispondente approssimativamente ad un quarto dell’inquinamento prodotto da un’auto che percorre 20mila km l’anno. Ma evidentemente alle macchine non si può rinunciare, ai dromedari si!

La notizia è curiosa quanto sconcertante, quasi ai limiti dell’inverosimile: in questi giorni, lo shock, è giunto dall’Australia: abbattere tutti gli esemplari di dromedari perché troppo inquinanti.

La notizia, inaspettata ed eclatante, ha fatto in poco tempo il giro del mondo ed è finita dritta sulle pagine del «Financial Times», che si occupa spesso di problemi legati all’effetto serra. In realtà l’idea della uccisione degli animali frulla nella testa di molti già da diverso tempo, tanto da rappresentare una delle priorità del governo australiano, che solo di recente, però, ha deciso di mettere in pratica il suo folle piano di sterminio della specie.

La cosa più incredibile da credere è che anche molte organizzazioni ecologiste hanno approvato l’iniziativa.

Questi animali infatti producono carbonio dall’intestino e quindi, secondo molti, rendono vani gli sforzi dell’uomo per tutelare l’ambiente riducendo le emissioni. Sono animali che si riproducono molto, senza controllo e non ci sono predatori che controllino il loro numero; bevono molto e calpestano piantagioni comportando gravi effetti nocivi.

In Australia ci sono più di un milione di dromedari: secondo gli esperti ogni esemplare produce una quantità di metano pari a una tonnellata di anidride carbonica annua, corrispondente approssimativamente ad un quarto dell’inquinamento prodotto da un’auto che percorre 20mila km l’anno. Ma evidentemente alle macchine non si può rinunciare, ai dromedari si!

Su iniziativa del Northwest Carbon, l’organizzazione che ha lanciato l’idea, le autorità governative hanno proposto il carbon farming initiative, che premette di dare incentivi ad agricoltori ed allevatori per ridurre il gas serra e propone un sistema di crediti per riduzione delle emissioni di anidride carbonica con piante o modificando la coltivazione. La notizia è che l’emendamento colpisce i dromedari che popolano l’outback australiano, e la cosa più assurda è che chi ne uccide di più, più può inquinare. Così se una persona ammazza un dromedario, prende un bonus detto «carbon credit», compensando le emissioni di gas prodotte dall’allevamento del proprio bestiame o in altro modo.

Entusiasti per questa iniziativa i produttori di cibo, partendo dalla carne di cammello, in primis la Magdiens, l’azienda del miliardario egiziano Magdy El Ashram, numero uno al mondo nella commercializzazione delle carni di cammello.

Tim Moore, direttore di Northest Carbon, ha detto: «Questo è uno dei problemi di cui nessuno si accorge perché nessuno lo vede». Un problema che verrà risolto, tramite fucilazione, da tiratori scelti specializzati che agiranno da elicotteri o a bordo di fuoristrada, quasi stile Shoah insomma; dicono che questo metodo dovrebbe ridurre la sofferenza degli animali.