Alaska, vittima designata dei cambiamenti climatici

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«Stanno collassando costruzioni, strade e infrastrutture che da oltre un secolo avevano le fondamenta su questa terra ghiacciata … Dal 2000 ad oggi la temperatura nell’Artico è salita di 4 gradi, in trent’anni il ghiaccio è diminuito del 36%»

Continuano i ricercatori di Accademia Kronos ad indagare sul rapido scioglimento del permafrost in Alaska e sulla fusione inarrestabile dei suoi ghiacciai. Nella foto ciò che resta di un ghiacciaio che fino a venti anni fa era tre volte più vasto.

La spedizione di Accademia Kronos ha preso contatto con un rappresentante degli Inuit, popolazione esquimese che vive in Alaska. Riportiamo un passaggio dell’intervista.

Holm, rappresentante degli Inuit: «Con il repentino scioglimento del permafrost stanno collassando costruzioni, strade e infrastrutture che da oltre un secolo avevano le fondamenta su questa terra ghiacciata. Con l’aumento della temperatura e il ripetersi di estati secche nelle foreste dell’Alaska e del Canada si moltiplicano gli incendi e le invasioni di parassiti che una volta non si spingevano così a Nord. Il cambiamento climatico, due volte più sensibile rispetto alle altre aree del pianeta, sta mettendo a rischio la vita dei grandi mammiferi marini polari e degli stessi orsi polari. Sta scomparendo tutto ciò che ha costituito la vita dei nativi Inuit.

«Dal 2000 ad oggi la temperatura nell’Artico è salita di 4 gradi, in trent’anni il ghiaccio è diminuito del 36%. Conseguenze devastanti, se non si imporrà soprattutto agli Usa di evitare di immettere nell’atmosfera tanto gas serra come fa oggi. Intanto molti Inuit hanno dovuto abbandonare i loro villaggi e scendere più a sud. Il problema dei cambiamenti climatici li stiamo drammaticamente vivendo noi per primi su questo pianeta…».

(Fonte Accademia Kronos)