Caccia – Le multe europee? Colpa… dell’Ispra

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Singolare interrogazione di un parlamentare Pdl. Sollecitato l’intervento della Prestigiacomo. Lipu: «È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche». Enpa: «È inconcepibile che in un Paese che ama definirsi civile e democratico l’autorità scientifica indipendente chiamata a fornire pareri super partes, sia messa sotto pressione con l’evidente obiettivo di rispondere agli interessi particolari di una sempre più ristretta minoranza, la cui attività ludica è sempre più insostenibile per l’ambiente»

«Il ministro dell’Ambiente intervenga con parole e fatti concreti contro gli indecenti attacchi nei confronti dell’Ispra e dei suoi ricercatori. È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche. Siamo pronti a rivolgerci anche al Presidente della Repubblica per chiedere garanzie a favore della ricerca scientifica».

Lo dichiara il presidente Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria a proposito dell’interrogazione presentata in Aula alla Camera dal parlamentare del Pdl Renato Farina sul tema della caccia in deroga.

Una parte estremista del mondo venatorio e i suoi spalleggiatori parlamentari vorrebbero far credere che le numerose procedure di infrazione sulla caccia aperte contro l’Italia, nonché le pesanti condanne inflitteci dalla Corte di Giustizia europea, sempre per scorretta attività venatoria, siano da addebitare all’autorità scientifica nazionale e ai suoi ricercatori, mentre è noto come la responsabilità di tali condanne sia da attribuire alla non osservanza dei rigorosi pareri scientifici emessi dall’Ispra e alle continue ferite che un certo pessimo mondo venatorio italiano ha inferto alla normativa nazionale e comunitaria.

Una situazione intollerabile, che vede regioni, ministeri, Ispra, amministratori sotto il costante ricatto del mondo venatorio, del quale un recente esempio sono gli attacchi scomposti e in alcuni casi addirittura violenti mossi sui calendari venatori di alcune regioni.

«Il ministro Prestigiacomo- dichiara il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria – si faccia garante della difesa dell’Ispra nei confronti di chiunque tenti di condizionare l’attività scientifica, che deve restare indipendente. È uno scandalo che in Italia parlamentari della Repubblica siano contro le istituzioni scientifiche italiane, da sempre punto di equilibrio di professionalità e di competenza e che pertanto chiediamo vengano salvaguardate.

«Se ciò non avverrà- conclude il presidente Lipu – chiederemo direttamente al Presidente della Repubblica Napolitano di farsi interprete della difesa della ricerca scientifica in Italia».

«L’Ispra- aggiunge Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali Lipu- è ufficialmente riconosciuto dalla stessa Commissione europea come vincolante per tutte le questioni relative alla caccia in Italia. Da parte nostra vigileremo come non mai perché la partita scientifica non venga truccata, e trasmetteremo tutte le informazioni alla Commissione europea e agli organismi internazionali, così da far capire una volta ancora di quali scorrettezze è capace un certo mondo venatorio italiano pur di allargare lo sterminio di tordi, anatre e fringuelli».

Anche l’Enpa ha fatto sentire la sua voce. «Dopo il fallimento dei progetti di deregulation venatoria e di “caccia selvaggia”, le doppiette prendono di mira l’Ispra, autorità di prestigio internazionale, l’unica riconosciuta dalla legge nazionale per la tutela della fauna e la regolamentazione della caccia 157/1992, scaricando proprio su di esso la responsabilità per le procedure d’infrazione aperte dall’Europa contro l’Italia. Ma si tratta di un’operazione pretestuosa, condotta senza alcun fondamento. Le accuse, infatti, sono paradossali e celano preoccupanti tentativi di sostituire la voce dei fucili a quella della scienza». Questo il commento dell’Ente protezione animali dopo la recente interrogazione presentata da un parlamentare del Pdl che attacca l’Ispra.

«È inconcepibile che in un Paese che ama definirsi civile e democratico l’autorità scientifica indipendente chiamata a fornire pareri super partes, sia messa sotto pressione con l’evidente obiettivo di rispondere agli interessi particolari di una sempre più ristretta minoranza, la cui attività ludica è sempre più insostenibile per l’ambiente» prosegue la Protezione Animali che aggiunge: «se, come abbiamo più volte denunciato, l’Italia ha violato le normative comunitarie, la colpa non è di certo dell’Ispra ma di quella stessa minoranza che ha fatto di tutto per non tenere in nessun conto tali pareri. È da sottolineare che la parte più responsabile del mondo venatorio non si è mai associata a questi attacchi».

L’Enpa chiede al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiaconmo, di tutelare l’indipendenza dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale. «Chiediamo al ministro di farsi garante della libertà e del rispetto verso un istituto che svolge neutrali funzioni di arbitro: il 5 luglio anche la Commissione europea ha riconosciuto, nuovamente, l’autorevolezza e il carattere vincolante dei pareri dell’Ispra».