Crisi, ambiente e la paura del pensiero

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> Che aria tira nella Rete? Cominciamo dal Web (Valentina Nuzzaci)

Il mondo cambia, e meno male, ma si può cambiare contro la storia del pensiero umano? Cioè costruendo false verità, ignorando chi ci ha preceduto anzi, denigrandoli e nascondendo quello che hanno detto?

Come non si può costruire una società soffocando i diritti fondamentali dell’uomo, così non si progredisce cancellandone i pensieri.

Non è servito a nulla dividere il mondo fra capitalismo e collettivismo, come non è servito dividere fra evoluzionisti e creazionisti, né tanto meno serve oggi dividere fra quanti credono nei cambiamenti climatici e quanti non credono.

Questi anni di crisi economica che stiamo attraversando, l’annuncio di crisi successive e sempre più frequenti, i rapporti di base fra cittadini e nazioni, basati sempre di più su un valore spietato dato alle merci e quindi al Moloch del business, sta decisamente impoverendo il pianeta e facendo virare pericolosamente la direzione della civiltà.

Più volte ci siamo occupati del nesso fra ecologia ed economia (perché questo è il nodo), questa volta vogliamo andare oltre, alla fonte di queste tematiche, cercare di capire che cosa fino ad ora è stato detto dai grandi filosofi che ci hanno preceduto, perché può aiutare a comprendere da dove vengono i pensieri e perché alcuni hanno creduto bene di esorcizzarli o negarli e quale risultato hanno raggiunto.

Credo che una riflessione vada fatta, nel tentativo di separare le idee dalla prassi reale, ben sapendo che le idee camminano sulle gambe degli uomini. Ma proprio per questo va fatta un’analisi che ci aiuti a capire responsabilità e verità su certi «abbandoni». Perché abbiamo permesso che l’oblio si impadronisse del pensiero, quasi profetico, di quanti ci avevano avvisati per tempo.

Apriamo quindi questo dibattito a tutti, come a tutti è rivolto.

Alcuni interventi sono pubblicati con la data originaria per dimostrare come il dibattito non si sia mai fermato, perché le idee sono un fiume inarrestabile ed anche se a volte sono costrette a trasformarsi in fiume carsico, prima o poi riemergono.

Ignazio Lippolis