I supervulcani una minaccia latente sulla Terra

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Una rara quanto complessa combinazione di temperature e di dimensioni della camera magmatica sono all’origine delle eruzioni dei supervulcani, che si verificano in media ogni 100.000 anni. Lo studio su questi «mostri» geologici è stato presentato dai ricercatori dell’università dell’Oregon alla Società americana di Geologia

Pochi supervulcani per fortuna nella storia geologica del nostro pianeta si sono manifestati in tutta la loro forza distruttiva. Alcuni paleontologi attribuiscono la fine dei dinosauri non ad un grande meteorite che 65 milioni di anni fa impattò sul nostro pianeta, ma all’esplosione di un supervulcano che coprì la stratosfera di pulviscolo tanto da oscurare i cieli e raffreddare sensibilmente l’atmosfera per molti anni. Anche da noi, forse più di qualche milione di anni fa, si verificò l’esplosione di un supervulcano e questo è stato individuato in Campania, stiamo parlando dei Campi Flegrei (Nella foto del titolo, della Nasa, N.d.R.).

Una rara quanto complessa combinazione di temperature e di dimensioni della camera magmatica sono all’origine delle eruzioni dei supervulcani, considerate tra gli eventi più catastrofici del pianeta, che si verificano in media ogni 100.000 anni. Lo studio su questi «mostri» geologici è stato presentato dai ricercatori dell’università dell’Oregon alla Società americana di Geologia e pubblicato su molte riviste scientifiche del settore.
I supervulcani sono enormi strutture geologiche di cui rimangono solo le tracce e tra gli esempi più famosi ci sono il parco di Yellowstone e, in Italia, i campi Flegrei. Secondo i geologi americani la creazione di una zona di roccia duttile intorno alla camera magmatica permette alla pressione interna di mantenersi costante e di costruire in migliaia di anni una sorta di tetto per la camera, che si riempie sempre più di lava, fino a raggiungere pressioni spaventose da esplodere con la potenza di centinaia di bombe atomiche.

A volte per far detonare la «pentola» possono partecipare anomalie provenienti dall’esterno, le quali possono provocare il collasso della copertura e la successiva eruzione; qualcosa di paragonabile, spiegano i ricercatori, alle fratture che si formano sulla crosta del pane mentre lievita in forno. I ricercatori spiegano che i supervulcani non sono semplici vulcani più grandi, ma sono la combinazione molto rara di vari fenomeni complessi, tanto da esserne esistiti pochissimi.
Benché non sia mai stato possibile assistere(per fortuna!) a questo tipo di eruzioni, si stima da tempo che possano essere eventi talmente catastrofici di apportare cambiamenti climatici su scala globale coprendo di cenere interi continenti.

(Fonte Accademia Kronos)