Frost & Sullivan: atteso un crollo del carbone

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La crescita maggiore si avrà in India, Cina e Asean, e la quota combinata di queste tre regioni passerà dal 27,5% nel 2010 al 40,1% nel 2030. Si prevede, inoltre, che l’energia prodotta dalla Cina supererà quella del Nord America entro il 2015.

Nei prossimi due decenni, le regioni sviluppate tradizionali perderanno terreno nella domanda di energia elettrica a favore dei mercati emergenti. La rapida urbanizzazione e la creazione di una classe media faranno crescere il consumo di elettricità in queste economie, soprattutto quando una popolazione più benestante comincerà ad usare gli elettrodomestici.

La crescita maggiore si avrà in India, Cina e Asean, e la quota combinata di queste tre regioni passerà dal 27,5% nel 2010 al 40,1% nel 2030. Si prevede, inoltre, che l’energia prodotta dalla Cina supererà quella del Nord America entro il 2015.

Una nuova analisi di Frost & Sullivan «Annual Global Power Generation Forecasts 2012» ha inoltre rilevato che in questo decennio il gas assisterà al più alto tasso di crescita tra i carburanti principali. Anche l’energia nucleare, nonostante alcuni rallentamenti in seguito al disastro di Fukushima, si espanderà fortemente a causa del gran numero di impianti nucleari attualmente in costruzione, soprattutto in Asia. È prevista una forte crescita anche per le energie rinnovabili, in cui le fonti rinnovabili non idriche (eolica, fotovoltaica, a concentrazione solare, biomassa, geotermica e marina) espanderanno sostanzialmente la propria quota della produzione di energia nei prossimi due decenni.

«Paesi emergenti come la Cina e l’India fanno ancora forte affidamento sul carbone – afferma Harald Thaler, Industry Director di Frost & Sullivan -. Ciò nonostante, è atteso un crollo della produzione di energia prodotta dalla combustione di carbone nel decennio che segue, a causa del ridimensionamento della capacità dei Paesi sviluppati e di una maggiore diversificazione dei carburanti utilizzati dai Paesi emergenti».

Nel periodo che va dal 2010 al 2030, la quota combinata delle regioni sviluppate di Ue, Nord America e Ocse Apac nella produzione globale di energia diminuirà dal 48,6% nel 2010 al 37,1% nel 2030. La Russia non avrà gli stessi tassi di crescita a cui assisteranno gli altri paesi Bric, e la sua quota della produzione globale di energia diminuirà gradualmente dal 4,9% nel 2010 al 4,1% nel 2030.

Nel frattempo, la domanda di elettricità tra il 2010 e il 2030 aumenterà maggiormente in India, seguita dal gruppo di nazioni Asean e poi dalla Cina. Conversamente, le tre regioni sviluppate di Ue, Nord America e Ocse Apac registreranno una crescita della domanda piuttosto anemica, pari in media all’1% per annum o meno nel periodo, a causa di una popolazione stagnante e dell’utilizzo più efficiente dell’energia che limita la crescita della domanda.

«Considerando il loro status di economie in rapido sviluppo e future superpotenze economiche, non sorprende che la quota di Cina e India della produzione globale di elettricità stia crescendo per tutte le fonti energetiche – osserva Thaler -. Se da una parte entrambi i Paesi sono molto forti nell’energia idroelettrica ed eolica, sarà nel gas e nel nucleare che si assisterà a uno sviluppo esponenziale, sebbene i livelli di partenza siano molto modesti».