Quegli artisti degli storni

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Il ballo degli storni è stato recentemente immortalato da Neels Castillon: un video che sta letteralmente conquistando la rete. Spesso questi uccelli vengono attaccati dal falco pellegrino, dal quale si difendono con straordinarie evoluzioni di gruppo che disorientano il predatore e che ricordano in modo davvero impressionante le strategie difensive dei banchi di pesci

Il sole che s’inabissa, la luce che abbandona i paesaggi.
Questo è il momento preferito dagli storni: il crepuscolo.
Nella città di Netivot, nel sud di Israele, è l’ora ideale per vedere questi uccelli in azione.
Gli Sturnus vulgaris sono dei veri artisti di strada, anzi, di cielo: assai note sono le loro vistose scenografie.
Trascorrono i mesi più freddi soprattutto nel bacino del Mediterraneo, nell’Europa occidentale-atlantica e nel nord-ovest dell’Africa.
Una meraviglia per l’occhio umano intento a captare tutta la dinamica di un volo così impeccabile, sincronizzato, simmetrico, uniforme.
Un numero notevole e difficilmente valutabile di esemplari ballano all’unisono, aggraziati e morbidi, costantemente alla ricerca dell’equilibrio perfetto.
Dopo un’intera giornata di incursioni furtive in campagna per scovare del cibo, ritornano nei loro nidi in città.
Eccoli lì, finalmente immobili, a riposare sui piani alti degli edifici, o sugli alberi dei viali cittadini adesso ingoiati completamente dal buio della notte.
Il ballo degli storni è stato recentemente immortalato da Neels Castillon: un video che sta letteralmente conquistando la rete.
Il regista è impegnato nelle riprese per uno spot pubblicitario, quando, senza alcun preavviso, il cielo suggestivo di Marsiglia diventa il palcoscenico naturale di uno spettacolo sbalorditivo. Sullo sfondo la luce crepuscolare di una Francia dal sapore ancora antico: migliaia di uccelli hanno cominciato ad animare lo scenario con una danza magnetica e seducente, assolutamente poetica.
Il fenomeno è noto tra gli ornitologi come «murmuration»: questi disegni geometrici dalla perfezione quasi maniacale fanno parte tutti di un unico movimento sincronizzato dallo scopo meramente comunicativo e difensivo; è un modo per rendere nota agli altri storni la posizione del cibo, ma anche per creare un congegno di difesa contro gli uccelli rapaci.
Spesso questi uccelli vengono attaccati dal falco pellegrino, dal quale si difendono con straordinarie evoluzioni di gruppo che disorientano il predatore e che ricordano in modo davvero impressionante le strategie difensive dei banchi di pesci.
Lo storno è un uccello molto gregario, amante della compagnia: facile quindi che abbia pensato di difendersi sfruttando i numeri.