In calo la raccolta dei rifiuti elettronici

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foto di Vito Stano

Il livello di raccolta di rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici supera quest’anno a livello nazionale di poco i 4 kg, soglia prevista dalla direttiva Ue, come dire che abbiamo rispettato l’obiettivo comunitario senza spingerci troppo oltre e tanti purtroppo sono ancora oggi i Raee abbandonati ovunque come denuncia Raeeporter

Secondo il 5° rapporto Raee, nel 2012, la raccolta di rifiuti da apparecchi elettronici ed elettrici è diminuita dell’8,5% rispetto all’anno precedente, ciò significa un calo pari a circa 22 milioni di kg.
Le cause di questa riduzione sono svariate, dalla crisi economica che ha abbattuto i consumi a problemi strutturali insiti nel nostro sistema di raccolta dei rifiuti, che nonostante siano noti non sono stati ancora superati.
Le diverse filiere di raccolta differenziata mostrano risultati diversi, il recente comunicato di Conai afferma che i dati 2012 della raccolta di imballaggi d’acciaio, alluminio, carta, legno,plastica e vetro si sono mantenuti costanti rispetto all’anno precedente, in controtendenza con quanto accaduto ai rifiuti tecnologici.

Il livello di raccolta di rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici supera quest’anno a livello nazionale di poco i 4 kg, soglia prevista dalla direttiva Ue, come dire che abbiamo rispettato l’obiettivo comunitario senza spingerci troppo oltre e tanti purtroppo sono ancora oggi i Raee abbandonati ovunque come denuncia Raeeporter.
Tra i motivi che hanno comportato il calo nella raccolta di questa specifica tipologia di rifiuti sarebbe da annoverare anche lo sviluppo della filiera del riciclo, non sempre legale e legittima, di materie preziose e rare presenti in molti rifiuti elettronici ed elettrici.
Sembra che le filiere di riciclo parallele stiano prendendo campo, lo dimostrerebbero i dati preoccupanti sui Raee sempre più cannibalizzati, ovvero privi di requisiti fondamentali appetibili per il mercato.
Tracciare i rifiuti, come sappiamo, è difficoltoso, creare nuovi impianti per il riciclo è costoso, quindi, purtroppo, si teme che questi rifiuti finiscano all’estero, in Europa ma più spesso in paesi extraeuropei dove non sono garantite procedure di recupero e riciclo rispettose dell’ambiente e della salute umana.
Il rapporto evidenzia inoltre come rimangano livelli diversi di raccolta Raee a livello di macro aree geografiche. Le disparità col passare degli anni appaiono incolmabili, fossilizzando la situazione che vede un nord più efficiente, un centro che non sempre brilla ed un sud che annaspa pur con qualche eccezione.

I dati sono riportati nel rapporto nella tabella che mette in luce come la raccolta al nord abbia subito una battuta d’ arresto maggiore rispetto al centro ed al sud ma dove, comunque, i dati di Raee raccolti sono ancora alti insieme alla presenza di centri di raccolta piuttosto diffusi sul territorio. Il sud, fatta eccezione per la Sardegna, ha risultati molto bassi di raccolta Raee, che attestano la media in questa macro area soltanto al 2,7% pro capite.
Il centro fa registrare, nel 2012, dati di raccolta positivi, più 4,2% rispetto all’anno precedente ma rimane il dato sconfortante del mancato raggiungimento dell’obiettivo dei 4 kg a testa stigmatizzati dal’Unione europea.
Guardando nello specifico la nostra regione, nell’area geografica centro, che comprende Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, risulta quella con i dati migliori; nel 2012 sono stati infatti raccolti 20.581.913 rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, risultato che fa attestare la raccolta pro capite in Toscana al 5,6%. Anche i centri di raccolta in Toscana sono piuttosto diffusi sul territorio, garantendo una corretta e funzionale raccolta dei rifiuti in quanto i centri di raccolta rendono più facile per i cittadini conferire correttamente i rifiuti tecnologici che altrimenti, come indicato in recenti ricerche finiscono dimenticati nei cassetti o gettati insieme ai rifiuti indifferenziati o ancora abbandonati dove capita.
Per quanto riguarda invece la tipologia di Raee raccolti, il 5 rapporto evidenzia una riduzione in tutti i raggruppamenti, freddo e clima, grandi bianchi, tv e monitor, piccoli elettrodomestici, con l’eccezione per la raccolta delle sorgenti luminose dove risulta una crescita di raccolta.

In conclusione possiamo dire che i dati contenuti nel 5° rapporto non appaiono del tutto rassicuranti anche, soprattutto, alla luce dei dettami della nuova direttiva Ue, 2012/19, in materia di Raee. Quest’ultima, infatti, modificando gli obiettivi di raccolta richiederà nei prossimi anni sforzi maggiori ai singoli paesi membri nella raccolta dei tecno/rifiuti.
Dal 2016 l’Unione europea richiederà agli stati di raccogliere 45 tonnellate di Raee a fronte di ogni 100 tonnellate immesse sul mercato, dal 2019 poi l’ obiettivo sarà ancora maggiore ovvero dovranno essere raccolte 65 tonnellate di Raee a fronte di ogni 100 tonnellate introdotte nel mercato. Questo significa raddoppiare se non triplicare gli attuali risultati, ma oltre che un notevole sforzo questo potrebbe significare anche un’opportunità sia per l’occupazione sia per l’ambiente.