Clima impazzito, né rassegnarsi né abbassare la guardia

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Abbiamo ceduto ed accettato ciecamente il mito e le false filosofie di un capitalismo dal volto umano, rappresentato da un consumismo esasperato ed a ciò, chi più e chi meno, in silenzio ci siamo allineati. Abbiamo abusato di tutto quello che di buono il nostro pianeta ci aveva messo a disposizione, trasformandolo in materiale morto non più rigenerabile, abbiamo sperperato il nostro capitale e in «banca» non abbiamo che pochi spiccioli ancora da spendere. Siamo giunti in zona rossa e non sappiamo più come uscirne fuori…

Acqua, acqua ed ancora acqua giù dal cielo… ma cosa sta accadendo? Se lo chiedono le persone nei bar, nelle riunioni salottiere, per strada. Finalmente qualcuno comincia a ricordarsi quello che noi ambientalisti, climatologi e studiosi dei cambiamenti climatici dicevamo 30 anni fa. Quando accennavamo al rischio della rottura irreversibile della «macchina del tempo» causata dall’eccessiva immissione di gas serra nell’atmosfera, i più facevano «spallucce» ed altri ci tacciavano di essere terroristi ambientali.
Allora, 30 anni fa, la presenza di CO2 nell’atmosfera era di 370 parti per milione. Oggi siamo arrivati a 400 ppm. Un record impressionante solo se pensiamo per un istante che l’aumento di 10 ppm di CO2 nell’atmosfera in tempi passati poteva avvenire in secoli o in millenni, noi umani di questo secolo siamo stati «più bravi», siamo riusciti a superare 30 ppm in meno di 30 anni. E allora non dobbiamo più chiederci cosa sta accadendo, quali forze misteriose stanno agendo sul nostro clima. Le forze misteriose siamo noi con le nostre attività scellerate, dalla devastazione di intere foreste, dal bruciare senza ritegno i combustibili fossili del pianeta che in milioni d’anni avevano imprigionato miliardi e miliardi di tonnellate di anidride carbonica, fino alla cementificazione di aree vaste che messe insieme coprirebbero quasi tutta l’Europa. I guai li abbiamo prodotti noi ed ora non ci resta che subirne le conseguenze.
Ciò che sconvolge noi «addetti ai lavori» è l’indifferenza del pubblico mondiale su eventi epocali che stanno accadendo sul nostro pianeta. Solo qualche tiepida attenzione dei politici e dei mass media a fenomeni impressionanti come la scomparsa di uno dei più grandi laghi salati interni del mondo, il lago d’Aral, l’attraversamento per 5 mesi l’anno del Polo Nord, il rapido scioglimento del permafrost in Alaska e in Siberia e poi e poi…
Questo è il risultato, direbbe il grande scienziato Erich Fromm, della scelta che ha fatto l’umanità: non più Essere ma solo Avere. Qualche extraterrestre rivolgendosi a noi umani con un po’ di ironia potrebbe dirci: «avete voluto la bicicletta ed ora pedalate!».
Abbiamo ceduto ed accettato ciecamente il mito e le false filosofie di un capitalismo dal volto umano, rappresentato da un consumismo esasperato ed a ciò, chi più e chi meno, in silenzio ci siamo allineati. Abbiamo abusato di tutto quello che di buono il nostro pianeta ci aveva messo a disposizione, trasformandolo in materiale morto non più rigenerabile, abbiamo sperperato il nostro capitale e in «banca» non abbiamo che pochi spiccioli ancora da spendere. Siamo giunti in zona rossa e non sappiamo più come uscirne fuori…
La gente nei bar, nei salotti e nelle strade quindi non si interroghi più su cosa sta accadendo e su quali forze misteriose abbiamo a che fare, ma si sforzi di capire che tutto questo è opera non di forze aliene o esoteriche, ma di noi uomini di questo pianeta in carne ed ossa.