Cenni di analisi del rischio

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Si ritorni adesso al problema della sicurezza. Ogni forma di energia comporta rischi per il suo impiego operativo. L’analisi dei rischi è diventata, quindi, patrimonio culturale moderno che si espande a moltissime branche della scienza (fisica, biologia, farmacia, chimica, ingegneria di qualsiasi tipo e tecnologia in generale).

Tutti i popoli evoluti sono ormai ben consci che, nell’era attuale, l’analisi del rischio implica due aspetti:
1. La analisi per la minimizzazione delle perdite di vite umane.
2. La analisi dei costi/benefici, ossia ogni beneficio ottenuto nell’economia di scala comporta immancabilmente o una scelta tra il rischio del sacrificio di un investimento sbagliato e il grado di probabilità di successo.

Purtroppo molti confondono il rischio intrinseco prodotto da un guasto di un sistema complesso: ossia un rischio puro tecnologico con tutte le sue implicazioni anche di perdite di vita con il rischio economico quasi sempre allegato.
In questo lavoro non si predilige questo secondo aspetto, ossia l’analisi del rischio economico, poiché non si condividono normalmente i metodi e i criteri impiegati per dare un «valore economico» alla perdita di una vita umana.
Il rischio in senso generale, viene considerato dagli economisti e ragionieri internamente ad ogni affare ma, dal punto di vista della scienza del rischio, è prioritario l’aspetto etico, morale e scientifico.
Di fatto, l’aspetto del rischio in termini di costi benefici, questo tipo di approccio riduce enormemente l’aspetto filosofico, epistemologico e scientifico della analisi del rischio. Nell’ambito economico del lavoro umano, ciò che conta e «fa la differenza» tra il rinunciare e/o intraprendere, è il rapporto rischio/beneficio. Di fatto, nessuno, esemplificando, investirebbe dieci per raccogliere, in caso di buon esito dell’operazione, meno di dieci.
In senso analogo, si può comprendere che il rischio di problematiche relative alla sicurezza della progettazione, realizzazione, installazione e impiego operativo di centrali nucleari deve essere valutato attentamente al fine di non tralasciare, soprattutto gli aspetti che possono diventare molto negativi durante un guasto che accada, in modo aleatorio, durante l’uso civile della fissione nucleare.

Dal punto di vista puramente economico questo tipo di guasto conducente ad importanti effetti negativi, impone la valutazione del peso economico e ambientale nel contesto locale e nazionale. Il netto e secco criterio del rischio conseguenza dell’analisi costi benefici impone di comparare i vantaggi e gli svantaggi per trarre le consequenziali conclusioni.
Purtroppo, non sempre queste conclusioni concordano con gli aspetti etici e morali di certi problemi di insicurezza e sottovalutazione del rischio. Si pensi alla problematica della sicurezza rispetto ai terremoti e alle decisioni fondamentali che alcune Autorità devono prendere in condizioni di previsioni di sicurezza ed affidabilità molto labili e poco accurate, oltre alle implicazioni giuridiche che ne possono derivare. [Si pensi all’esempio delle enormi e variegate implicazioni del terremoto de L’Aquila per non parlare di quelle di San Giuliano di Puglia].