Il primo inventario e catasto dei boschi urbani e periurbani

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foreste urbane

Saranno censite e inventariate le aree boschive urbane lombarde sorte dalla metà degli anni 70 a seguito di progetti di riforestazione su aree degradate e terreni agricoli in prossimità delle città. I primi dati sulla provincia di Milano. I parametri che saranno utilizzati potranno anche essere applicabili ad altre realtà italiane ed europee. Fruibile da gennaio 2014

La Lombardia sarà la prima regione italiana e una delle prime realtà in Europa a dotarsi di un inventario e di un catasto delle foreste urbane e periurbane. Grazie ai lavori del progetto EMoNFUr Life+ 10 Env/It/399 verrà realizzato uno strumento che permetterà a pianificatori del territorio, tecnici ambientali e forestali, amministratori locali, ma anche a cittadini comuni, ricercatori e a studiosi di conoscere la quantità, la distribuzione, l’ubicazione e le caratteristiche (età dell’impianto, specie arboree utilizzate, stato di salute, interventi eseguiti nel tempo, ecc.) dei boschi situati in prossimità dei centri urbani lombardi. Per fare qualche esempio, pensiamo a: il Parco Nord di Milano, la foresta Carpaneta di Mantova, il Bosco di Maristella nei pressi di Cremona, i boschi di pianura di Pontirolo Nuovo e di Casirate d’Adda in provincia di Bergamo, il Parco del Mella di Brescia e il Bosco del Lusignolo a San Gervasio Bresciano (Bs), la Grande Foresta del Fondovalle Valtellinese della provincia di Sondrio o la foresta di Pianura di Lodi nelle vicinanze del centro abitato della città lombarda.

Si tratta di tutte quelle aree boschive formatesi a seguito di importanti progetti di riforestazione che negli ultimi trent’anni hanno trasformato aree degradate o terreni agricoli nei pressi delle città. Grandi polmoni verdi capaci di fornire ai cittadini servizi eco-sistemici, beni e servizi fondamentali per il benessere, lo sviluppo economico e sociale; capaci di influire sul clima delle città e di migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti fornendo possibilità e spazi di svago, relax e di sport a contatto con la natura. Senza dimenticare che rappresentano importanti ecosistemi naturali, nicchie di biodiversità, collegati alla rete ecologica più vasta del territorio rurale.
L’inventario e il catasto delle foreste urbane e periurbane saranno terminati e resi pubblici nel gennaio 2014 quando saranno stati raccolti tutti i dati e prodotte relazioni, cartografie di sintesi e schede analitiche riferite ad ogni foresta censita. Il tutto sarà pubblicato e consultabile sul sito di Regione Lombardia e di Ersaf, Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste. Il catasto sarà realizzato anche in WebGis (Sistema informativo geografico pubblicato su web), una interfaccia appositamente studiata per l’utente privato.
«È da molti anni – spiega Enrico Calvo di Ersaf, Ente della Regione Lombardia per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste e leader del progetto EMoNFUr Life+ 10 Env/It/399 – che la Regione Lombardia pone particolare attenzione alle foreste urbane, quelle prossime alle aree urbanizzate, che hanno un alto valore per la qualità del territorio e la qualità della vita dei cittadini. In Lombardia a partire dall’inizio degli anni 80, proprio a seguito del forte sviluppo metropolitano, sono stati realizzati i primi casi di forestazione urbana e già nel 1989 Regione Lombardia inseriva nella sua legge forestale Regionale un articolo dedicato. Conoscere quindi l’entità, la distribuzione e le caratteristiche delle foreste sotto influenza urbana è un passo necessario per potere comprendere e gestire al meglio questa specifica realtà».
«Con il lavoro sviluppato dal team di EMoNFUr in materia di inventario e catasto di boschi urbani – continua il dottor Calvo – si è definita all’interno di metodi diversi elaborati in ambito internazionale, una nuova applicazione per l’identificazione di aree urbane e periurbane. Sono stati così individuati con precisione i comuni che hanno caratteristiche di urbanità, nel cui ambito le stesse foreste acquisiscono le caratteristiche di “urbane”. Lo sforzo di EMoNFUr è stato anche quello di definire dei parametri valevoli per il territorio lombardo ma che potranno essere applicabili anche ad altre realtà italiane ed europee, strumenti che risulteranno estremamente utili per progetti di riqualificazione dei contesti urbani».

I primi dati sulla provincia di Milano

I primi dati raccolti dal progetto EMoNFUr relativi alla provincia di Milano iniziano a fornire un quadro interessante su cui sarà possibile fare delle prime considerazioni in materia di forestazione urbana e della sua connessione con la città. Dalle rilevazioni emerge infatti che nella provincia di Milano 121 comuni, cioè il 90% del totale, rientrano nell’area urbana e periurbana e complessivamente la superficie forestale ricopre 7.845 ettari di terreno con un indice di boscosità pari a 5,76% del territorio. La superficie di bosco disponibile per ogni abitante risulta essere di 25,2 mq. Se consideriamo che la media regionale è di 621 mq per abitante già si può dedurre che il valore è molto distante, ancor più se si considerano le medie europee e mondiali. Nella provincia lombarda le foreste urbane sono localizzate per lo più lungo la valle del Ticino e in corrispondenza delle aree protette. Appare decisamente più frammentata, invece, la distribuzione nel resto del territorio provinciale. Alcuni dati: nel 84,3% dei comuni milanesi l’indice di boscosità è inferiore al 10% e solo l’1,8% delle aree boscate ha una superficie maggiore a 15 ettari.

Il progetto EMoNFUr

Il progetto EMoNFUr (Establishing a Moitoring Network to assess lowland Forest and Urban plantation status in Lombardy Region and Slovenian) (LIFE+ 10 ENV/IT/399) nasce dalla volontà di Ersaf (Ente regionale per i servizi all’Agricoltura e alle Foreste), del Parco Nord Milano, di Regione Lombardia, dell’Istituto Forestale Sloveno e del ministero sloveno per l’Agricoltura e le Foreste e si inserisce negli obiettivi proposti dalla Unione europea sulla politica ambientale. L’iniziativa si avvale della collaborazione dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca, dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Si avvale del contributo di un comitato scientifico internazionale e di un ricco User Committee costituito da portatori di interesse provenienti da diversi settori.