È morto il padre della Climatologia medica

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hassan razzouk
Hassan Razzouk

Grande medico e politico visionario, rilanciò alla grande la città e il territorio di Briançon (a 14 Km dal confine italiano) fondando il Cembreu e promuovendo una nuova economia climatica con 10 cliniche private e le scuole d’infanzia e il liceo climatico dove bambini e adoloscenti allergici delle grandi città francesi vanno a passare le scuole elementari e il liceo farmaci free

È scomparso il prof. Hassan Razzouk, sicuramente il protagonista principale della climatologia medica della fine del Secolo in Europa.
Climatologia medica che nasce con Ippocrate con il suo classico Dell’Acqua dei Luoghi e dei Venti e che ha visto nella prima metà del Novecento con la Scuola Romana di Messini e la sua imponente opera di Idroclimatologia medica, edita dal Cnr nel 1950 la massima espressione scientifica e clinica, che è decaduta con l’avvento della farmacologia moderna e della streptomicina che sostituì i sanatori nel trattamento della tubercolosi (l’ultimo quello di Davos nella Montagna incantata di Thomas Mann).

Hassan Razzouk grande medico e politico visionario, rilanciò alla grande la città e il territorio di Briançon (a 14 Km dal confine italiano) fondando il Cembreu e promuovendo una nuova economia climatica con 10 cliniche private e le scuole d’infanzia e il liceo climatico dove bambini e adoloscenti allergici delle grandi città francesi vanno a passare le scuole elementari e il liceo farmaci free (o ridotti al minimo) proprio per le proprietà ipoallergiche ai confini dell’antiallergico del clima montano di Briançon osservato anche sui monti del Matese in Molise nelle Scuole di lingua estive dove i bambini non avevano bisogno di cortisonici che prendono abitualmente in città.

La sua eredità scientifica che dovrà essere sviluppata a Briançon (Table ronde – Le Cembreu), a sarà al centro del rilancio della Climatologia Medica europea anche grazie alle ricerche della Scuola di Patofisiologia dell’Istituto di Fisiologia di Kiev del prof. Beregosky che conduce ricerche intensive sulle proprietà terapeutiche del clima sui Carpazi (ci sono risultati anche sulla tubercolosi resistente ai farmaci a prova che taluni climi possono avere capacità terapeutiche anche competitive sui farmaci).

Un contributo viene anche dal Centro Studi di Biometeorologia che da 20 anni con la Scuola Romana di Idroclimatologia medica di Baldassarre Messina e di fisica dell’atmosfera di Massimo Scalia ha stimolato ricerche di chimico fisica dell’atmosfera e sulla ionizzazione dell’aria che hanno contribuito a porre su basi chimico fisiche e bioelettriche gli effetti dei climi sulla salute a livello di influenze patologiche (dalle meteoropatie legate alle perturbazioni atmosferiche temporalesche ai venti come lo scirocco, agli effetti dell’inquinamento atmosferico che come è purtroppo noto complica non poco lo scenario dell’interazione tra salute e ambiente nelle aree urbane e industriali), dando un senso in più ai soggiorni in località montane caratterizzate oltre che da proprietà climatoterapeutiche intrinseche anche dalla sottrazione dei fattori inquinanti dell’aria e dell’intera catena agroalimentare che dovrà essere riportata a livelli più sintonici con la salute umana nei tempi cosiddetti moderni.

La sfida dello sviluppo compatibile deve continuare ottimizzando i processi di produzione dell’energia e dell’intera filiera industriale (evitando magari di smantellare il sistema produttivo già al collasso), riequilibrando i rapporti tra aree urbane e aree montane rilanciando l’antica climatoterapia che oggi è ancora più attuale proprio per l’emergere delle patologie da inquinamento urbano e industriale.

Come hanno osservato a Briançon la sfida è scientifica Table ronde – Le Cembreu e si dovrà consolidare l’evidenza clinica con ampi studi controllati e con lo sviluppo di modelli chimico fisici e terapeutici che documentino i principi attivi che nell’atmosfera pura dei monti esercitano una profonda azione terapeuitica (dalla prevalenza di ioni negativi evidenziata a Pietracupa sull’Appennino molisano, ai livelli di componenti chimici atmosferici a livello medioevale misurato sempre sull’Appennino molisano dall’équipe dell’Ispesl di Luca Lepore Pasquale Avino.

In questo senso il contributo di Hassan Razzouk è stato come una stella polare che ha guidato l’opera dei bioclimatologi moderni in una epoca di corse e di soluzioni farmacologiche fast, dimostrando che un’economia naturalistica bioclimatico-terapeutica si può e si deve fare oggi, integrata con le moderne diagnostiche e terapie, aiutandole molto, in quanto c’è poco da curare quando ci si intossica giorno per giorno nelle belle e affollate città moderne

Grazie Hassan, che il tuo posto in Cielo sia quello dei grandi di ogni tempo che guidano dall’alto l’Umanità di oggi verso nuovi equilibri tra ricchezza e salute vera come l’aria dei tuoi monti di Briançon.

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