Ambiente, per salvarci dobbiamo scendere in campo

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Del resto la gestione dell’ambiente e del futuro, in generale, sembra ormai uno sfizio un po’ snob di pochi brontoloni in riserva, sia di energie sia di proposte, oppure di «invasati» come i NoTav, i NoTriv che ancora combattono per difendere quanto di più prezioso hanno, la loro vita

Certo che sentire Papa Francesco ed Obama parlare con sempre più allarme e convinzione di cambiamenti climatici come priorità planetaria mentre si scopre che anche le più affidabili industrie automobilistiche del mondo taroccano i dati delle emissioni in atmosfera dei gas di scarico, è veramente quanto di più schizofrenico si possa immaginare.
Due figure chiave che detengono l’una la sovranità religiosa e l’altra l’immagine di un politico, il primo afroamericano a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, che nel 2009 ricevette il Premio Nobel per la Pace «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli» e questo mentre ritroviamo un’Europa sempre più tropicizzata che scompare pian piano nel fango degli innumerevoli errori di gestione del territorio.
Sono circa 11 milioni i veicoli nel mondo equipaggiati con il software truccato scoperto negli Stati Uniti. Un’inchiesta interna ha fatto emergere che anche altri veicoli diesel del gruppo, che comprende le marche Audi, Skoda, Seat e Porsche, sono dotati del programma e l’Ue sapeva dei rischi di manipolazione dei test sulle emissioni.
Insomma una realtà in cui l’apparire ha più rilevanza rispetto all’essere, in cui non conta quello che fai e quelli che possono essere i benefici delle tue azioni ma quanto riesci a «fregare» il prossimo per un tuo tornaconto economico e di immagine.
E tutto questo in barba alle necessità che questo vecchio mondo vive ossia, in primis, quella di rispettare l’ambiente e tutto quello che da una suo sostenibile controllo dipende.
Del resto la gestione dell’ambiente e del futuro, in generale, sembra ormai uno sfizio un po’ snob di pochi brontoloni in riserva, sia di energie sia di proposte, oppure di «invasati» come i NoTav, i NoTriv che ancora combattono per difendere quanto di più prezioso hanno, la loro vita.
Comitati nati dal basso con il coinvolgimento di gente comune che sente ledere i propri diritti, gruppi che hanno difficoltà a far conoscere i vari appuntamenti in agenda e a crearsi un seguito che faccia rumore equiparati a grandi Fondazioni finanziate da banche e imprese che si fanno pubblicità organizzando convegni con tanto di professoroni leader nel mondo della gestione ambientale ed energetica, convegni aperti a pochi, ai soliti pochi, che in abito scuro sorseggiano cocktail e discutono delle sorti dell’umanità.
Ma un vero e proprio progetto di riconversione mondiale ambientale c’è e, se sì, dov’è? Dove è scomparsa la terza rivoluzione industriale di Rifkin verso una civiltà che dichiara la fine dell’era del carbonio e introduce un’era energetica in cui ogni cittadino potrà produrre energia da utilizzare in proprio o da condividere nel sistema a cui è collegato tutto il mondo?
Chi sta lavorando per il prossimo Protocollo di Parigi di dicembre, appuntamento nel quale sarà necessario intervenire per avviare un piano serio per la lotta ai cambiamenti climatici?
Pensiamo in Italia come viene gestita la questione ambientale.
Un Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) che nato per garantire maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità sino ad ora è stato solo al centro di controlli della magistratura che hanno arrestato e indagato i vertici della società del gruppo Finmeccanica «Selex Service management», società a cui era stato appaltato l’affare Sistri. Ma questa è l’Italia che se da un lato regala soldi agli amici facendo pagare chi questo mestiere cerca di farlo onestamente dall’altro vorrebbe la soppressione del Corpo forestale dello Stato, forse l’unico Corpo formato e vocato alla difesa del territorio.
Insomma una situazione che non fa ben sperare, sia essa a livello nazionale sia a livello globale, e che ci impone di fare questo mestiere in maniere sempre più attenta e professionale. Sveglia gente riprendiamoci in mano il nostro futuro perché i cambiamenti partono da noi e da quanto siamo bravi a stimolare dibattiti e interesse.