Nuovi attori per un’agricoltura sana

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foto di Pina Catino

Sabato 16 gennaio, da Acerra, epicentro della Terra dei Fuochi, realtà storicamente conosciuta in tutto il mondo come fertile «Terra di Lavoro», i medici Isde insieme ad agroecologi e giuristi della Corte Costituzionale intendono sviluppare un’azione pilota, quale modello per la riconversione agroeco-biologica del territorio che tenda a migliorare in primis gli indici di salute della popolazione utilizzando al meglio le risorse finanziarie disponibili nel Psr regionale

Dall’Enciclica «Laudato si’» di Papa Francesco, al Territorio: sul delicato rapporto tra Ambiente, «Agricultura», Alimentazione e Salute per una Conferenza che coinvolga le istituzioni, per individuare il cardine intorno al quale sviluppare le ormai improcrastinabili esigenze di nostra «Madre Terra», nelle quali è in gioco la sopravvivenza stessa dell’Uomo e la sua fertilità.

Sabato 16 gennaio, da Acerra, epicentro della Terra cosiddetta dei Fuochi, realtà storicamente conosciuta in tutto il mondo come fertile «Terra di Lavoro», i medici Isde insieme ad agroecologi e giuristi della Corte Costituzionale intendono sviluppare un’azione pilota, quale modello per la riconversione agroeco-biologica del territorio che tenda a migliorare in primis gli indici di salute della popolazione utilizzando al meglio le risorse finanziarie disponibili nel Psr Regionale 2014-2020, appena approvato dalla Commissione.

Un modello di sviluppo agroecologico territoriale eco-compatibile, che migliori «l’econologia» (economia ecologica) dei processi produttivi agricoli tradizionali attraverso l’innovazione agroecologica assistita, ai fini della tutela ambientale, sanitaria ed idrogeologica (Diritti inviolabili ai sensi degli Art. 32 e 9 della Costituzione ), può nel contempo sostenere, sia il reddito degli Agricoltori, sia l’economia generale della distribuzione agroalimentare, oggi sempre più orientata da «consumattori» sensibili ed informati che richiedono alimenti.

È ormai scientificamente provato che l’esposizione cronica ai pesticidi chimici sintetici, anche a dosi infinitesimali, è associata a diverse forme di tumore, malattie neonatali, cronico-degenerative in generale e a un netto calo della fertilità maschile. Quest’ultima, vista l’estrema sensibilità degli spermatozoi agli stress ambientali, rappresenta un campo di ricerca assolutamente avanzato per meglio affrontare il complesso rapporto Ambiente-Salute. Difatti il progetto EcoFoodFertility, perché individua nel liquido seminale un indicatore precoce dell’esposizione ambientale e dello stato di salute umana, oggi rappresenta un modello di ricerca nuovo per la valutazione dell’impatto ambientale e alimentare e per la prevenzione primaria nelle aree a rischio.

L’alimentazione, in particolare, essendo la principale fonte di esposizione, ha un ruolo fondamentale nel determinare lo stato di salute umana e sempre più evidenze indicano quanto sia importante avere un’alimentazione, non solo bilanciata nei suoi aspetti nutrizionali, ma anche priva di contaminanti ed in particolare di pesticidi, che hanno pesanti ripercussioni sui consumatori e soprattutto sugli agricoltori, le loro famiglie e le persone che vivono in aree rurali intensive.

L’Italia consuma oltre il 35% di tutti i Pesticidi europei e il Bilancio sulla spesa sanitaria nazionale è pesantissimo (oltre 200 miliardi di € all’anno in Italia ). Nel Bel Paese la speranza di «vita in salute» dal 2003 al 2014 è diminuita di 7 anni nei maschi e di oltre 10 nelle femmine e proprio di recente l’Oms ha evidenziato un’incidenza di tumori infantili molto più alta in Italia rispetto alle medie europee.

Inoltre, il calo della fertilità, sebbene mediaticamente meno impattante rispetto alle patologie maggiori, rappresenta una minaccia particolarmente insidiosa per il futuro del paese, tant’è che il ministero della Salute ha emanato il 27 maggio di quest’anno un Piano. Il progetto EcoFoodFertility si associa al programma «Mangiacomeparli», marchio sostenuto dal Mipaaf che seleziona alimenti 100% biologici, nazionali e liberi da Ogm, al fine di definire le «Bioeccellenze» dei territori, soprattutto se legati alla biodiversità delle varietà tradizionali, quali «alimenti funzionali» e «detossificanti», atti a preservare la fertilità e prevenire patologie cronico degenerative sempre più diffuse. Inoltre, in intesa con Associazioni Bio della filiera corta di qualità, CP Distretti Rurali, Agroalimentari di Qualità e di Filiera delle Aree Interne e Protette della Campania verrà avviata una filiera fra Aree Interne e metropolitane sia per l’istituzione di un laboratorio di ricerca per la produzione di prodotti terapeutici, sia per istituire cliniche all’aperto per la prevenzione primaria della bonifica dell’uomo in ambienti incontaminati, favorendo l’accesso «non elitario» alle produzioni di qualità, come i due paesaggi culturali riconosciuti dall’Unesco (Parco Nazionale del Cilento e Costa d’Amalfi). Il tutto al fine di avviare in Integrazione ed in Rete una svolta in progress in Terra di Lavoro, sia per uno sviluppo partecipativo ed integrato (CLLD/ITI) che per la creazione di partenariati europei di innovazione (Pei): azioni entrambe previste nella nuova programmazione regionale 2014/2020.

L’Europa spende il 50% del proprio bilancio per il settore agricolo, che rappresenta solo il 4% della popolazione europea, proprio per le enormi ricadute sull’Ambiente, la Salute e la Biodiversità.

Il Programma di Sviluppo Rurale Regionale, attraverso le misure agroambientali obbligatorie e prioritarie, è lo strumento finanziario di sostegno per eccellenza della riconversione agroecologica che può assistere e sostenere gli agricoltori nella riconversione Biologica su vasta scala, nella distribuzione e nel marketing delle «bioeccellenze territoriali».

I fondi europei garantiscono agli agricoltori biologici la copertura dei mancati ricavi, dei maggiori costi delle coltivazioni biologiche, dei costi per le burocrazie di transazione al sistema di produzione biologica, dei costi per le misure Agro-Climatico-Ambientali, volte alla sistemazione idraulico-agraria, al ripristino della biodiversità, alle misure per la riduzione dei gas serra. Sono a disposizione, inoltre, 500 € per Unità Bovina equivalente ai fini del benessere Animale per gli allevatori biologici.

I nuovi Psr Regionali prevedono fondi obbligatori per la Formazione, Assistenza tecnica e Tutoraggio degli agricoltori biologici, oltre al rimborso delle spese di certificazione biologica. Notevoli risorse sono disponibili per il trasferimento delle Innovazioni Agroecologiche, la Formazione dei tecnici e le Assicurazioni delle Produzioni agricole contro Avversità climatiche, Insetti e Patologie. Altri fondi sono a disposizione per le organizzazioni di produttori biologici (O.P.), per l’informazione e la promozione dei loro prodotti, per gli investimenti necessari nella produzione e trasformazione, con priorità per la vendita diretta e a filiera corta ed un occhio particolare alla cosiddetta «Agricoltura Sociale Biologica».

I Sindaci stessi, in qualità di tutori della salute dei cittadini, dal momento che il bio-accumulo di Pesticidi ha raggiunto livelli molto pericolosi, possono avviare programmi di riconversione biologica territoriale, anche attraverso i Gal, sostenuti dai fondi del Psr.

L’Italia ha a disposizione circa 70 miliardi di Euro (tra fondi Pac e di Sviluppo Rurale) per il periodo 2015-2020, 12 miliardi all’anno. Sono risorse più che sufficienti per consentire la riconversione agroeco-biologica dell’intera «agricultura» italiana, garantendo redditi maggiori agli agricoltori, benessere socioeconomico e soprattutto miglioramento della Salute pubblica.

Un’occasione da non perdere, in una convergenza di interessi complessivi che coinvolga tutti gli attori della filiera produttiva, i Cibus in primis, dicevano i Romani. A partire dalle «bio-eccellenze campane».

Il 16 gennaio ad Acerra, alimenti di qualità, salute, cultura, per declinare nel concreto, dal basso e nel territorio la Sostenibilità. Sarà, infine, presentata la proposta di istituzione presso la sede Isde Regionale di Acerra del Centro di Promozione Agroecologico (Cpa Campania), al fine di sensibilizzare tutti gli operatori del settore verso pratiche di agricoltura biologica, partendo da esempi su piccola scala già esistenti (corto circuito flegreo). Queste ultime promuoveranno una Rete del Biologico Regionale «Mangiacomeparli Campania» per la distribuzione dei prodotti certificati dalla Rete attraverso Certificazione Bio e certificazione Sgp (Sistemi di garanzia partecipata) per un Alleanza tra Produttori e «Consumattori».