La Svezia ci insegna…

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Benedetto: «Perché mentre possiamo detrarre dalle tasse le medicine non possiamo portare in detrazione anche gli abbonamenti per i mezzi pubblici delle nostre famiglie che rappresentano una medicina per la salute delle nostre città e del Pianeta. Alcune regioni come il Lazio e la Toscana e alcune città come Bologna incentivano già l’acquisto di biciclette da utilizzare insieme ai trasporti pubblici: questa è una misura che deve diventare nazionale. I comportamenti virtuosi vanno premiati e sostenuti e credo che sia un dovere da parte di chi amministra la Cosa Pubblica andare in questa direzione per indicare la strada ai consumatori e agli utenti»

130,5 milioni di tonnellate, di cui il 6,8% costituito da rifiuti speciali pericolosi e fra questi il 12,4% di veicoli fuori uso nel 2014. Un trend che emerge dall’Annuario statistico italiano, edizione 2016, e che conferma un calo nella produzione di rifiuti speciali che distribuito nel bel Paese vede il 59,9% dei rifiuti speciali prodotto nelle regioni del Nord, il 22,2% nelle regioni del Mezzogiorno e il restante 17,9% in quelle del Centro.
Un trend che fa riflettere sulla produzione del rifiuto, inteso come qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi, ma che impone sforzi ulteriori nel definire stili di vita sostenibili e responsabili.
Perché consumi e stili di vita incidono tanto sull’ambiente e stili di vita sostenibili uniti a consumi consapevoli e responsabili possono essere una leva importante per difendere l’ambiente e dare un contributo nella salvaguardia del Pianeta.
Un importante insegnamento ce lo fornisce la Svezia, Paese che ha ridotto le proprie emissioni di un quarto negli ultimi 30 anni, ricicla il 90% dei rifiuti e ha deciso di passare dalle parole ai fatti dimezzando l’Iva sulle piccole riparazione così come definisce la Legge Finanziaria appena varata.
Scarpe, frigoriferi, forni, televisioni, biciclette, vestiti e altri oggetti cui troppo precocemente sarebbe stata assegnata l’etichetta con queste norme tornano ad essere oggetti utili che è più conveniente riparare che buttare.
Un sistema di incentivi quello svedese che mira a rendere più conveniente la scelta ecologica collegando un vantaggio immediato alla scelta dell’individuo e andando a modificare il paradigma «buttare e comprare» con quello “riparare e riutilizzare”, paradigma che può far molto anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro.
Riciclare e risparmiare contribuendo al tempo stesso a ridurre i rifiuti prodotti e a diminuire gli impatti ambientali che ne derivano, questo il sistema messo in campo dall’autorità svedese.
Il Direttore Generale del Wwf Italia Gaetano Benedetto commentando negli studi del TG3 la decisione del governo svedese, ha dichiarato: «Perché mentre possiamo detrarre dalle tasse le medicine non possiamo portare in detrazione anche gli abbonamenti per i mezzi pubblici delle nostre famiglie che rappresentano una medicina per la salute delle nostre città e del Pianeta. Alcune regioni come il Lazio e la Toscana e alcune città come Bologna incentivano già l’acquisto di biciclette da utilizzare insieme ai trasporti pubblici: questa è una misura che deve diventare nazionale. I comportamenti virtuosi vanno premiati e sostenuti e credo che sia un dovere da parte di chi amministra la Cosa Pubblica andare in questa direzione per indicare la strada ai consumatori e agli utenti».
Insomma in un’Italia in cui esiste un tessuto economico importante di artigiani e piccole-medie imprese che potrebbero sviluppare attività di manutenzione e riparazione di oggetti senza creare i presupposti per cui tutto diventi troppo costoso per essere riparato andando ad incentivare meccanismi che producono nuovi acquisti, ossia spreco di nuove risorse, anche il nostro Paese dovrebbe seguire l’esempio svedese e promuovere stili di vita amici dell’ambiente utilizzando la leva fiscale, con vantaggi economici per i cittadini che adottano comportamenti amici dell’ambiente.
Lavorare sulla tassa sui rifiuti che dovrebbe essere collegata ai rifiuti effettivamente prodotti e dove chi produce meno rifiuti paga meno tasse oppure approvare sconti fiscali sull’acquisto di biciclette, mezzo di dominio pubblico che rappresenta un utile alleato per ridurre il numero di veicoli circolanti nelle nostre città… queste le scelte economico-politiche sostenibili da mettere in atto.