Siamo ciò che ricordiamo

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C’è chi sostiene che «noi siamo quello che ricordiamo» e, anche se il rapporto fra la realtà e il suo ricordo può apparire incerto, sicuramente esiste una relazione fra ciò che ricordiamo e quell’identità che emerge e che comunichiamo attraverso i nostri modi di pensare e di comportarci. Ma i soli ricordi, un database di patrimoni di esperienze personali e condivisibili, sono risorse infertili se non li impegniamo in un percorso iterativo di sviluppo di idee, di proposte, di confronti e di verifiche finalizzate alla ricerca del senso delle cose.

Le nuvole, il loro movimento e il loro cambiare forma, raccontano la storia del loro addensarsi o svanire nell’atmosfera e noi voliamo con loro quando, dopo averle osservate, ci interroghiamo su come avvengano questi fenomeni atmosferici, sui loro effetti nei vari contesti, su come possiamo riprodurli e addirittura sottometterli a una nostra volontà di farli avvenire in un modo piuttosto che in un altro.
In realtà dai ricordi di eventi naturali, che dispongono di documentate osservazioni e di elaborazioni dei relativi dati, si possono trarre altre visioni dei fenomeni, ma anche modelli per prevederne il comportamento e perfino un manuale, unico nel suo genere, su «come fare le cose» (seguendo i segni lasciati a nostra disposizione dalla natura) per poter indirizzare i loro equilibri verso nostre particolari attese e poter formulare nuove domande.
Sui ricordi possiamo costruire quelle riflessioni, individuali e da condividere, che possono offrire risposte, plausibili da codificare, sul «come» e «perché» avvengano i fenomeni percepiti dai nostri sensi e da applicare per risolvere problemi e migliorare la qualità (fisica, relazionale ed oltre) della nostra vita. Ancora con le riflessioni possiamo valutare se gli obiettivi indicati e i risultati ottenuti, da un nostro impegno operativo, sono coerenti e hanno soddisfatto le finalità che intendevamo perseguire. Sempre con le riflessioni, possiamo decidere le tecniche e le tecnologie più convenienti per definire progetti e ottenere specifici risultati. Con le riflessioni sui nostri ricordi possiamo permetterci di volare oltre le cose già note e arrivare a nuovi racconti, sul divenire della realtà, anche fino a trascendere la loro essenza materiale.

– L’importanza dei… vuoti