L’arte antica di lavorare l’argilla

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Foto di Pina Catino

Una cultura diffusa sul territorio pugliese, vita comune legata alle attività dell’uomo di cui si vanno perdendo le tracce come le tante fornaci per produrre vasellame sopraffino in luoghi insospettabili, oggi, come «Andria, Ruvo, Terlizzi, Altamura, Fasano, Gravina, Poggiorsino, ed in altri Paesi. Si travagliano in Noja, Rutigliano ed altri Luoghi»

Foto di Pina Catino

«Molte manifatture di Stoviglie esistono in questo Paese. La prodiga natura ha sparso l’Argilla quas’in tutti i luoghi, e frequenti sono i lavori, e le fornaci de’ Figuli». Così si legge nel «Rapporto Bisceglia», del Cantore Vitangiolo Bisceglia (Terlizzi, Puglia, 1749-1817), figura di primo piano nel panorama scientifico del Regno di Napoli nei primi decenni dell’Ottocento.

Il Bisceglia, studioso di chimica, filosofia, botanica e di diritto canonico del tempo, ha redatto il rapporto statistico più importante dell’epoca, per la conoscenza storica dello stato della ceramica in provincia di Bari. E si scoprono così quasi per caso frammenti di storia e geologia, vita comune legata alle attività dell’uomo di cui si vanno perdendo le tracce come le tante fornaci per produrre vasellame sopraffino in luoghi insospettabili, oggi, come «Andria, Ruvo, Terlizzi, Altamura, Fasano, Gravina, Poggiorsino, ed in altri Paesi. Si travagliano in Noja, Rutigliano ed altri Luoghi»…

Una memoria che ha mantenuto viva e rispolverata il Club Unesco di Bisceglie qualche anno fa.

Nelle foto di Pina Catino, la Bottega Storica di Umberto Saldarelli di Terlizzi.

L’Arte della ceramica a Terlizzi ha origini antiche, una tradizione che di generazione in generazione, si perpetua ancora oggi con una decina di aziende.

 

R. V. G.