Biodiversità, allarme rosso: si fa poco

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Chiusa la conferenza biodiversità delle Nazioni Unite. Wwf: «Servono ambizioni più forti per arrestare la perdita di natura»

La quattordicesima Conferenza delle Parti (Cop14) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (Cbd) si è conclusa con un accordo per avviare il processo preparatorio per un piano globale post 2020 (quando dovrà essere aggiornato e ritarato il decennale Piano Strategico per la conservazione della Biodiversità planetaria, approvato dalla comunità internazionale nel 2010), avvicinandosi quindi al «New Deal per le Natura e le Persone nel 2020» come richiesto dal Wwf.

Si tratta di un passo fondamentale per incrementare le azioni rivolte a fermare la pericolosa perdita di biodiversità senza precedenti che stiamo vivendo oggi e che coinvolge con forza il futuro dell’intera umanità, perché la biodiversità costituisce la «struttura» di base che consente la vita quotidiana di tutti noi.

L’accordo sottoscritto prepara il terreno ai governi affinché dimostrino la loro leadership e rafforzino il loro impegno nella conservazione dei sistemi naturali, che sostengono la diversità della vita sulla Terra e offrono beni e servizi essenziali per il benessere delle persone e del Pianeta, e per la nostra stessa qualità della vita. Senza i servizi che quotidianamente gli ecosistemi offrono all’umanità (dal ciclo dell’acqua alla rigenerazione del suolo, dalla stabilità climatica ai cicli di elementi fondamentali come il carbonio, l’azoto e il fosforo, dalla possibilità di utilizzare la ricchezza stessa della vita per farmaci, fibre, legno ecc. alla varietà delle fonti alimentari disponibili, ecc.) non potremo avere lo sviluppo e il benessere nelle nostre società.

Il New Deal dovrà fermare la perdita di biodiversità e dovrà essere equo e rispettoso dei diritti di tutte le popolazioni, specialmente quelle delle economie in fase di sviluppo e delle comunità locali che difendono la rete della vita.

Il Wwf sta incoraggiando alcuni paesi che hanno accettato di anticipare volontariamente nuovi impegni in difesa della biodiversità prima del 2020. «È fondamentale che questi contributi siano anticipati, che abbiano solidi meccanismi di attuazione e portino con se’ l’ambizione necessaria per fermare la perdita di natura».

Nonostante questi passi avanti positivi, le misure messe in campo non sono ancora abbastanza forti per fermare il trend attuale di perdita della biodiversità. Il recente rapporto del Wwf «Living Planet Report 2018» dimostra con il suo Indice del Pianeta Vivente che dal 1970 al 2014 si è verificato un declino del 60% di oltre 16.500 significative popolazione di più di 4.000 specie di animali Vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci). L’aggiornamento della Lista Rossa dell’Iucn (l’Unione internazionale della conservazione della natura) ha dimostrato che sulle oltre 96.000 specie valutate oltre 26.000 sono minacciate di estinzione. La maggior parte dei paesi membri della Convenzione (che sono 196) è certa di perdere gli obiettivi di conservazione della biodiversità definiti ad Aichi, in Giappone, nel 2010 e che si sarebbero dovuti raggiungere nel 2020.

«Il mondo deve prendere coscienza dei rischi connessi alla perdita di biodiversità. Senza una natura sana e vitale non abbiamo alcuna possibilità di sviluppo e benessere per il futuro. Tutte le parti interessate (governi, mondo economico e cittadini), devono agire ora se vogliamo avere qualche speranza di creare un futuro sostenibile per tutti e un New deal per la Natura e le persone nel 2020. Perché ciò accada, abbiamo bisogno di una visione coesa e di una forte volontà politica, che non abbiamo visto purtroppo in questa Cop14», ha detto Marco Lambertini, direttore generale del Wwf International.

Il Wwf si impegnerà con tutte le sue forze, nel periodo che ci divide dalla 15° Conferenza delle Parti della CBD che avrà luogo a Bejing in Cina, nel 2020, per mobilitare governi, istituzioni, mondo economico e società civile affinché si raggiungano concreti obiettivi di salvaguardia capaci di invertire il continuo, progressivo e drammatico declino della biodiversità.

Il Wwf esorta i paesi membri a sviluppare una visione condivisa e una significativa ambizione politica di gran lunga superiore a quella sin qui dimostrata, per raggiungere un New Deal per la natura e le persone e creare anche per la biodiversità un «accordo in stile Parigi» come avvenuto per il clima.

(Fonte Wwf)