Condanna per lo Sblocca Italia e il Piano di Incenerimento

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Modello inceneritore Pisa

Sentenza della Corte di Giustizia europea. Il Piano è stato bocciato per inadempienza alla direttiva 2001/42/CE, non avendolo sottoposto a Valutazione ambientale strategica

L’Associazione ForumAmbientalista accoglie con favore la sentenza della Corte di Giustizia europea dello scorso 8 maggio che condanna il governo italiano per il Decreto attuativo dello Sblocca Italia del 10 agosto 2016 e il Piano Nazionale di Incenerimento, in cui gli impianti di incenerimento nel territorio nazionale venivano definiti «infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale».

Il Piano è stato bocciato per inadempienza alla direttiva 2001/42/CE, non avendolo sottoposto a Valutazione ambientale strategica: era previsto infatti il potenziamento dei 40 impianti esistenti nel centro-nord e la costruzione di 8 nuovi inceneritori nel centro-sud, stimando un aumento di 2,8 milioni di tonnellate annue rispetto alle 6,2 attualmente incenerite. In questo modo il Piano avrebbe favorito gli interessi degli inceneritori esistenti nel centro-nord stabilendo, oltre al potenziamento, anche la priorità nel trattamento di enormi quantità di rifiuti urbani dal centro-sud a scapito delle aziende che conferivano i rifiuti speciali prodotti al nord.

Già nel ricorso al Tar del Lazio presentato nel dicembre 2016, ForumAmbientalista, così come ZeroWaste e altre associazioni e comitati, contestava le gravi illegittimità del provvedimento e affermava il contrasto della legge Sblocca Italia e del Decreto con la Convenzione internazionale di Stoccolma e con i Regolamenti europei 850/2001 e 850/2004, con i quali è stata riconosciuta la grave pericolosità per l’ambiente e per la salute umana degli inquinanti persistenti, obbligando gli stati membri dell’Unione europea a una lotta ad oltranza funzionale alla loro eliminazione.

In questo senso ForumAmbientalista ritiene irrealistica la parte della sentenza in cui si afferma un margine di discrezionalità ai singoli Stati per quel che riguarda gli impianti, a patto che questi «non danneggino la salute umana e non arrechino pregiudizio all’ambiente»: così come appare infatti il Decreto Sblocca Italia fa aumentare del 50% le emissioni di polveri sottili e i composti tossici come diossine, furani e metalli pesanti. ForumAmbientalista saluta invece positivamente la seconda parte della sentenza, la quale definisce che «una normativa nazionale, che determina in aumento la capacità degli impianti di incenerimento dei rifiuti esistenti e che prevede la realizzazione di nuovi impianti di tale natura, rientra nella nozione di «piani e programmi» e ai sensi di tale direttiva, qualora possa avere effetti significativi sull’ambiente, deve di conseguenza essere soggetta ad una valutazione ambientale preventiva».

ForumAmbientalista auspica dunque che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ritiri il Decreto e che non consideri più valida questa legge, come aveva invece ribadito a sorpresa nel luglio scorso. Si augura inoltre che l’Italia recepisca le nuove Direttive europee sull’economia circolare, in particolare la 851/2018/CE, basata sul riuso, riciclo e recupero di materia.

(Fonte Associazione Forumambientalista Roma)