Covid-19, a nudo l’ignoranza scientifica

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mascherina epidemia

Nonostante da subito siano state comunicate indicazioni precise i cittadini le hanno dapprima ignorate, poi sottovalutate tanto che, furbescamente, hanno ritenuto opportuno, alcuni, di muoversi liberamente, altri fare man bassa di generi di prima necessità e acquistare mascherine e prodotti sanitari… tutto tranne che seguire le indicazioni

Al di là della notizia in sé del Covid-19 e delle valutazioni sanitarie che ovviamente sono degli apparati sanitari, quello che colpisce nello specifico italiano, è come la notizia è vissuta dalla popolazione che va da una enorme approssimazione alla sufficienza, dal panico a quasi il boicottaggio delle iniziative ufficiali. A parete il caravanserraglio politico…

Nonostante da subito siano state comunicate indicazioni precise i cittadini le hanno dapprima ignorate, poi sottovalutate tanto che, furbescamente, hanno ritenuto opportuno, alcuni, di muoversi liberamente, altri fare man bassa di generi di prima necessità e acquistare mascherine e prodotti sanitari… tutto tranne che seguire le indicazioni. Da nord a sud ogni italiano si crede più furbo, più informato del suo vicino e non si riesce a far capire che le regole sono una forma di rispetto e di salvaguardia anche per se stessi.

E ci scopriamo ancora una volta un paese… sparpagliato dove vecchi rancori, battute e ripicche prendono insperatamente il sopravvento.

Tutto questo mette a nudo l’assoluta impreparazione scientifica dei cittadini e, purtroppo, anche la superficialità e la mancanza di fermezza, a volte, di apparati della sanità pubblica.

In pratica c’è da ripercorrere tutta la strada della formazione e dell’informazione.

E un mea culpa particolare, secondo me, lo deve fare il mondo scientifico. Perché in assenza di emergenze, quando il chiacchiericcio cerca di sostituire la noia, al posto di accettare il dibattito e pazientemente diffondere informazione, non si raccoglie la sfida di confrontarsi. È insomma il solito padre che dice al figlio: stai zitto tu che non capisci niente! Oppure, quando il figlio che ha appreso delle notizie cerca un’ulteriore informazione gli dice: ma chi ti ha detto tutte queste stupidaggini!

Che tristezza!

Contro la stupidità c’è poca difesa ma in certi casi il bon ton deve essere messo da parte e la politica deve affrontare a muso duro certi comportamenti da qualsiasi parte vengano. Una cosa speriamo: finita l’emergenza dovrebbe essere il caso di prendere in seria considerazione una rialfabetizzazione scientifica a tutti i livelli.

I. L.