Saper leggere il libro della natura

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COVER arte di vedere le cose

Non si può fare una passeggiata nel bosco senza essere esercitati con l’udito, l’odorato, il gusto e tutti i nostri sensi che ci aiutano a scoprire un mondo perduto e straordinariamente ricco di insegnamenti. E forse proprio per questo valore perduto delle nostre capacità sarebbe bene dare una lettura al meraviglioso libro di John Burroughs che Piano B ha pubblicato di recente, una raccolta di saggi che era ancora inedita in Italia

COVER bianca L'arte di vedere le cose«Chi è incline alla soggettività vede ben poco: colui che è assorto nei propri pensieri può trovarsi ovunque, persino in un museo delle curiosità, ma non vedrà alcunché». Lo scrive John Burroughs nel suo «L’arte di vedere le cose. Leggere il libro della natura».

Sembrerebbe un libro poco adatto al nostro tempo attuale. La natura tende a nascondersi «gli uccelli, gli animali e tutte le creature selvatiche cercano principalmente di sottrarsi al nostro sguardo» e spesso le cose più affascinanti sono proprio vicino ai nostri piedi ma occultate da un ramo, da una foglia, da un cespuglio.

Noi oggi, dopo anni di stravolgimento della natura, siamo stati abituati ad altro, ci hanno imposto cosa vedere e siamo abituati ad altri sistemi di sollecitazione che sono l’esatto opposto della natura.

Non si può fare una passeggiata nel bosco senza essere esercitati con l’udito, l’odorato, il gusto e tutti i nostri sensi che ci aiutano a scoprire un mondo perduto e straordinariamente ricco di insegnamenti.

E forse proprio per questo valore perduto delle nostre capacità sarebbe bene dare una lettura a questo meraviglioso libro che Piano B ha pubblicato di recente, una raccolta di saggi che era ancora inedita in Italia.

John Burroughs, poeta e naturalista statunitense, con Henry David Thoreau e John Muir è considerato un grande cantore della natura selvaggia, uno dei primi esponenti del nature writing e senza dubbio un precursore del bisogno della rinaturalizzazione del nostro ambiente, a dimostrazione che la natura non invecchia e le attenzioni alla sua salvaguardia sono sempre attuali.
Amico di Walt Withman, accompagnò John Muir in Alaska, amico di Henry Ford, Thomas Edison e Harvey Firestone. Amava campeggiare, camminare e vagabondare, praticare il bird-watching, nel 1895 andò a vivere nei boschi in una capanna di tronchi detta «Slabside», ancora esistente perché preservata in una riserva di 200 acri nel Mid-Hudson River Valley a New York.

I suoi racconti di esperienze sono una continua osmosi fra realtà, filosofia e cultura, un’esperienza nell’esperienza. Un affascinante compagno di viaggio con cui ti trovi a passeggiare senza accorgertene e riscopri i tuoi stessi pensieri.

Il libro si chiude con una bella descrizione della vita delle aquile, e alla fine Burroughs scrive: «Vorrei che i miei pensieri potessero abbracciare una tale vastità e mi conducessero lontano dagli affanni e dai disordini di questo mondo così assordante e prevaricatore».

 

I. L.