No alle malepotature!

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    alberi potature

    È il grido che lancia Franco Tassi difronte allo scempio che indisturbato sta colpendo molti alberi dei nostri comuni. Basta alberi focomelici! Ripristiniamo le scuole di giardinaggio!

    Quando girando per l’Italia incontriamo alberi potati da operai delle ditte che hanno avuto dai comuni l’incarico di operare «in conto legna», ci troviamo di fronte a vergognosi massacri, contrari a ogni buona regola, dannosissimi per la pianta e per la vita che poteva ospitare, antiestetici e frutto di una sola finalità: accaparrarsi quanta più legna possibile, per produrre pellet o per tamponare la fame insaziabile delle esecrabili centrali a biomasse. Un meccanismo diabolico, in cui qualcuno certamente guadagnerà, ma tutti gli altri, abitanti e passanti, temperatura e qualità dell’aria, clima e bene comune, perdono valore e dignità. Il risultato sono miserevoli eserciti di poveri alberi focomelici, uccellini scacciati dal nido, ombra e frescura perduta, paesaggio urbano violentato e atmosfera generale non certo entusiasmante.

    Quello che i cittadini dovrebbero fare, allora, è inondare i comuni di motivate proteste, aggiungendo immagini delle più mostruose potature italiche, raffrontate con quelle ben diverse di altre città d’Europa, o extraeuropee. E forse sarebbe opportuno suggerire ai solerti reggitori della cosa pubblica di seguire strategie ben diverse. Assicurandosi anzitutto di affidare il verde pubblico a competenze indiscusse.

    Corrono infatti voci strane… Sembra che in molti casi certi assessori all’ambiente si occupassero soprattutto di immondizie, e si dice che i servizi giardini fossero diretti da veterinari.

    Al comune di Roma Capitale andrà raccomandato, comunque, di spendere in modo migliore il pubblico danaro. Organizzando e lanciando una scuola di giardinaggio, sull’esempio di quella di Monza, qualificando il personale e incoraggiando il volontariato che, soprattutto dal serbatoio immenso di giovani e anziani, disoccupati e immigrati (e persino carcerati, autorizzati per buona condotta), non mancherebbe certo.

    Abbiamo visto in altre città del mondo un solo giardiniere istruire e seguire legioni di volenterosi collaboratori, curando in modo esemplare enormi spazi verdi, assicurandone in modo implicito anche la pulizia, e offrendo salutare impegno a moltissime persone, oltre a garantire risparmi non indifferenti. E abbiamo constatato, in altre città, che a disoccupati e immigrati veniva offerta la possibilità di prestare periodi volontari, come primo passo per la qualificazione e l’inserimento in attività di manutenzione, arredo e rigenerazione del verde urbano… Chi sarà capace di imitare questi virtuosi esempi?

    Ma tornando ai nostri alberi, la vera sfida futura sarà conservare grandi viali di maestosa bellezza, anziché cimiteri di desolazione. Proprio oggi ricorre la Festa dell’Albero, che non vorremmo veder celebrata solo con scuri e motoseghe, facendo la festa all’albero.

    Sarebbe ora di capire che, come affermava un grande esperto, «la miglior potatura è quella che non si vede». Leggera, sicura, armoniosa. Concepita non per produrre abbondante legname, ma autentico benessere.

     

    Franco Tassi, Centro parchi internazionale