Cacciatori italiani coinvolti in bracconaggio e contrabbando nei Paesi dell’Est europeo

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    In Romania tre italiani sono stati fermati alla frontiera con casse o valige con centinaia di uccelli morti: uno dei tre cercava di trasportare illegalmente addirittura 4.100 uccelli morti nascosti nelle valige, comprese specie protette in quei paesi come le coturnici. Alla frontiera ungherese il 22 novembre un cacciatore italiano è stato colto con 350 uccelli nascosti in un congelatore, mentre alla frontiera austriaca lo scorso 30 gennaio nell’auto di sei cittadini italiani che provenivano dalla Romania sono stati trovati 155 uccelli protetti nel congelatore, tra cui molti piccoli passeriformi

    I cacciatori italiani, ma il confine tra caccia e bracconaggio diventa sempre più labile, esportano sempre più malcostume in Europa. Fioccano i casi di condanne e sequestri di selvaggina alle frontiere per le nostre doppiette, soprattutto nei Paesi dell’Est, dove oramai gli italiani sono sempre più additati in senso negativo.
    Negli ultimi mesi ben sei sono stati i casi di bracconaggio e contrabbando che hanno visto coinvolti alcuni cacciatori italiani fermati dalle polizie di Romania, Austria, Ungheria. In Romania tre italiani sono stati fermati alla frontiera con casse o valige con centinaia di uccelli morti.