Sicurezza delle piscine nelle strutture turistiche

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    piscina relax

    Un recente Atto di Intesa fra Stato e Regioni, ripropone, a distanza di un Anno, il problema della sicurezza delle piscine in alberghi, campeggi e aziende agrituristiche. E, mentre l’Atto del 2003 attribuiva alle Regioni la possibilità di emanare proprie norme sulla materia, in questo del 2004 tale soluzione è stata rimossa

    Qual è il problema? Lo spiega Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Agriturist (Confagricoltura): «La sicurezza è certamente importante, ma va perseguita con buon senso. Imporre ad un’azienda agrituristica la vigilanza costante della piscina, quindi il «bagnino», per un numero di ospiti che mediamente è intorno a 15, molti dei quali non vanno in piscina, è semplicemente assurdo. Sarebbe lo stesso che pretendere, da chi affitta una bicicletta ad un gruppo di persone, che poi accompagni il gruppo per evitare che vi siano incidenti! E altrettanto paradossale è pensare di imporre la costruzione di spogliatoi, per ospiti che hanno la propria camera a pochi metri, e, ovviamente, ne escono già in tenuta da bagno. La piscina è un’attrezzatura di svago non più pericolosa di tante altre, anzi, in essa gli incidenti sono rarissimi».
    Giusto, secondo Agriturist, che si adottino tutte le necessarie accortezze per il controllo della qualità dell’acqua, giusto che si recinti la vasca per evitare che un bimbo sfuggito per un attimo al controllo dei genitori possa caderci dentro, giusto che si impartiscano agli ospiti istruzioni scritte sul corretto e prudente uso della piscina, ma assolutamente e immotivatamente irrealistico è non proporre soluzioni alternative all’obbligo di vigilanza, che alcune Regioni, fra l’altro, hanno già adottato con successo. Come quella, ad esempio, di limitare la profondità della vasca a 140 cm in modo che anche chi non sa nuotare possa prestare soccorso nel malaugurato caso di un malore che poi è l’unica ragionevole fonte di «pericolo», molto rara, e spesso non rimediabile neppure con un intervento tempestivo.
    Agriturist interverrà presso tutte le Regioni, che ora sono chiamate a recepire il nuovo Atto di Intesa, affinché riflettano seriamente su una norma che obbligherebbe alla chiusura almeno l’80% delle piscine riservate agli ospiti di alberghi, campeggi e agriturismi, con un danno economico enorme, visto che la dotazione della piscina, soprattutto in campagna dove non è possibile trovare piscine pubbliche a breve distanza, rappresenta un requisito molto importante per la scelta della sede di vacanza.

    (Fonte Agriturist)

    (03 Novembre 2004)