Taranto – Dall’Ilva ancora valori alti di diossine e furani

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Rispetto ai valori conseguibili dopo l’adozione delle Bat, e adottati quali valori limite alle emissioni di PCDD/F in altri paesi europei e in Italia? La relazione tecnica

Le diossine e i furani provenienti dall’Ilva di Taranto sono risultati, da indagini condotte dall’Arpa Puglia, mediamente più bassi rispetto a quelli rilevati nelle due campagne precedenti, ma tuttavia rimangono più alti rispetto ai valori conseguibili dopo l’adozione delle Bat, e adottati quali valori limite alle emissioni di PCDD/F in altri paesi europei e in Italia.
Le rilevazioni sono state effettuate in collaborazione con il Consorzio interuniversitario Inca, sulle emissioni del camino E 312 dell’impianto di agglomerazione (AGL/2) nei giorni 23, 24 e 26 giugno 2008, contestualmente all’applicazione da parte del gestore dell’impianto di un’aggiunta di urea al materiale alimentato alle due linee. Le rilevazioni hanno evidenziato concentrazioni di Pcdd/F (espresse in Tossicità equivalente, per i 17 «congeneri tossici»)

Questa terza campagna di monitoraggio di diossine e furani [Dibenzo-p-Diossine Policlorurate (Pcdd) e Dibenzo Furani Policlorurati (Pcdf)] e Pcb «diossina simili», è stata svolta in seguito al completamento della prima fase di sperimentazione svolta dall’Ilva per la riduzione dei livelli di diossine nei fumi dell’impianto di agglomerazione, mediante l’aggiunta di urea nel materiale alimentato sulle linee di agglomerazione.
Come in precedenza, l’Agenzia si è avvalsa del supporto del Consorzio interuniversitario nazionale «La Chimica per l’Ambiente» (Inca), accreditato dal Sinal con No. di accreditamento 0298 per la norma En 1948-2-3 relativa all’estrazione e purificazione, ed all’identificazione e quantificazione della concentrazione, Pcb «diossina simili» e dalla Sgs Italia S.p.A., accreditata Sinal N. 0080 per il prelievo di inquinanti a camino.

Nel rapporto finale dell’Arpa Puglia «si ribadiscono, quindi, le indicazioni tecnico/normative già fornite nell’ambito delle due precedenti relazioni di Arpa Puglia:
? Monitoraggio periodico delle diossine nelle emissioni dell’impianto di agglomerazione.
? Installazione sul camino E312 di un sistema di campionamento continuo dei microinquinanti.
? Controllo sistematico delle ricadute al suolo dei microinquinanti, con analisi di alimenti, flora, fauna, terreni, aria, e simulazioni modellistiche per determinare le aree di massima ricaduta.
? Fissazione alle emissioni al camino E312 del valore limite di PCDD/F di 0,4 ng I-TEQ/Nm3 (valore eventualmente da abbassare ulteriormente a 3, secondo quanto indicato per gli impianti di sinterizzazione che rispettino le migliori tecniche disponibili – cfr. Guidelines on BAT and BEP – United Nations Environmental Program ? Geneva, December 2006).
? Abbassamento del limite per le emissioni di polveri totali (PTS) del camino E312 dagli attuali 80 mg/Nm3 a 30 mg/Nm3.
? Installazione sul camino E312 di un sistema di accesso permanente facile e sicuro al punto di prelievo, con idoneo impianto di sollevamento in quota».
(01 Agosto 2008)

 

(R. V. G.)