Alcuni casi internazionali

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La Spagna e la contabilità delle acque

Le difficoltà di gestione di una risorsa critica e scarsa hanno imposto un monitoraggio dell’insieme dei flussi d’acqua e una raccolta sistematica degli indici di qualità delle acque di superficie, in armonia con la compatibilità economica e in base a una trasparente identificazione dei costi.

Il Giappone e la contabilità delle foreste

Vengono analizzati in modo sistematico i flussi nazionali e internazionali di legname al doppio scopo di gestire l’ambiente e prevedere gli andamenti degli scambi internazionali.

La Norvegia e la contabilità energetica

Gli strumenti contabili svolgono un ruolo determinante per definire la programmazione energetica, che si colloca all’interno di una serie di modelli di sviluppo economico.

La Francia e la contabilità delle acque

Per la gestione quantitativa e qualitativa dei bacini idrici tramite apposite agenzie e sullo stesso piano della precedente sperimentazione del modello tedesco (gestione integrata del bacino del Reno).

Lo Stato dell’Alberta (Canada) e la contabilità delle riserve di petrolio grezzo e di gas naturale

È stato avviato un sistema di contabilità, che si esprime in termini fisici e monetari; essi sono parte di uno sforzo di elaborazione per uno schema contabile che promuova un uso efficiente delle risorse a livello nazionale.

La contabilità ambientale ha dunque acquisito forma soprattutto nei vari settori della sua applicazione, laddove essa accompagna alla gestione la distribuzione di una specifica risorsa naturale. Si tratta quindi di formule semplificate, che non raggiungono ancora l’ampiezza richiesta da una contabilità ambientale propriamente detta. La novità sta nella sua progressiva estensione ad altri ambiti (pubblici e privati) che, riconoscendo di svolgere un ruolo importante nella gestione ambientale, attivano procedure simili a livello locale sulla base dei principi che valgono a livello nazionale.

Componenti essenziali delle esperienze pilota dei Paesi indicati sono:
a) il perimetro geografico, con il quale si è tentato di definire la struttura intercomunale per la maggiore concentrazione di competenze;
b) l’identificazione degli attori, cioè i comuni, le società miste, le imprese in concessione, le associazioni satellite;
c) l’individuazione dell’ambito delle spese e delle entrate reali.
In termini di metodo, questo implica la convergenza dell’aspetto tecnico (che distingue ciò che è da ciò che non è azione ambientale) con quello finanziario (fondato sull’identificazione degli attori pubblici che possiedono conti separati o annessi alla contabilità amministrativa delle collettività locali). Concretamente, i due metodi sono complementari ma non possono essere utilizzati indifferentemente in tutte le situazioni.
Nel loro insieme queste esperienze hanno sottolineato l’importanza delle cosiddette «convenzioni di stima» (convention d’estimation), per dare una collocazione scientifica ad alcuni delicati aspetti ambientali, che sono stati trattati molto spesso solo sotto un profilo strettamente empirico.