Andare oltre Kyoto

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«Andare oltre Kyoto», è stata una frase ricorrente nei primi giorni della COP 9 di Milano e, senza alcuna precisazione di merito, aveva, ed ha, un significato ambiguo.
Infatti, per qualcuno significava che sarebbe stato necessario guardare oltre il 2012 per cercare di risolvere in una prospettiva a lungo termine il problema dei cambiamenti climatici sia sul fronte della mitigazione del clima (riduzione delle emissioni) sia sul fronte dell’adattamento ai cambiamenti climatici (riduzione della vulnerabilità ambientale, territoriale e socio economica). Ma significava anche e soprattutto giungere a risultati concreti che fossero all’altezza dei grandi principi enunciati e delle attese derivanti dalle grandi promesse manifestate in passato sugli obiettivi del clima. Ebbene, questo punto di vista la Cop 9 è stata completamente deludente.
Per qualcun altro significava, invece, che sarebbe stato necessario guardare il problema del clima in un contesto economico per cercare di risolvere, la questione del Protocollo di Kyoto, in una prospettiva a breve e medio termine, attraverso uno stimolo alla convenienza economica dell’attuazione di un trattato internazionale, stimolo a cui tutti i governi sono sensibili. Pertanto, dando un valore economico e commerciale all’ambiente (per esempio alle foreste), si è inteso dare vigore all’economia mondiale, attraverso il protocollo di Kyoto ed in relazione alle occasioni di sviluppo indirizzato secondo i più generali principi dello sviluppo sostenibile.