Cerm, alla frontiera dei meccanismi della vita

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Si chiamano metallo-proteine e sono oggetti tra i più complicati da capire. Niente di eccezionale se non fossero essenziali per mettere in moto le reazioni chimiche alla base della vita. La nostra vita. Cos’hanno di particolare? Che sono proteine con una presenza metallica quasi virtuale ma determinante, suscettibile, se in disequilibrio, di scatenare tremende malattie.
Con l’obiettivo di mettere a punto nuovi farmaci mirati, le studiano al Cerm, Centro di Risonanze Magnetiche, uno dei centri di ricerca, trasferimento tecnologico e alta formazione dell’Università di Firenze. Il Cerm è all’avanguardia nel mondo in tema di genomica e proteomica strutturale. Ed è uno dei fiori all’occhiello dell’Università e dell’Ente Cassa di Risparmio, che a questa iniziativa contribuisce dal 2001 con finanziamenti per 2,6 milioni di euro. Fondi che hanno catalizzato altri interventi (Europa, Ministero) per 5/6 milioni di euro.
Con Sede al Polo universitario di Sesto Fiorentino, il Cerm è diretto da Ivano Bertini. È professore ordinario di chimica generale come i colleghi Claudio Luchinat e Lucia Banci con cui divide il merito di aver fondato ProtEra, l’azienda (di cui sono anche responsabili scientifici) creata in spin off dall’Università per riversarvi know how e brevetti dei risultati applicabili all’industria. È la ricerca che alimenta la pratica del mondo del lavoro, lo studio che diventa anche patrimonio economico di un intero territorio.

Il Centro è costituito da una quindicina di professori e ricercatori universitari, oltre al personale tecnico e amministrativo. Uno staff intorno al quale orbitano diverse decine di ricercatori internazionali di primo livello. La strumentazione non può dunque che essere all’altezza: il valore complessivo supera i 20 milioni di euro, un investimento coperto in parte dall’Ente Cassa, appunto, nel quadro di un progetto di ricerca sulle Metodologie innovative per la progettazione di farmaci.
Una delle frontiere della ricerca al Cerm è il trasferimento del rame, ovvero come il rame penetra nella cellula e raggiunge le proteine che ne hanno necessità. All’interno della cellula il rame è come un bimbo in una cristalleria e se non è sempre accompagnato da particolari proteine fa danni clamorosi: la carenza di rame produce la malattia di Wilson, l’eccesso quella di Menkes, quest’ultima mortale entro i primi dieci anni di vita. La micidiale sclerosi laterale amiotrofica (o morbo di Lou Gehrig, dal nome della famosa star del baseball USA che ne è rimasto vittima), è una malattia la cui forma ereditaria è in funzione del cattivo funzionamento di un’altra proteina legata al rame e di cui al CERM sono tra i massimi esperti mondiali.

Studi recenti vertono poi sulle Metalloproteinasi di Matrice, una famiglia di proteine con zinco capaci, se in eccesso o troppo attive, di sfaldare i tessuti lasciando spazio, ad esempio, alla crescita dei tumori. Ne consegue, ed è appunto lo scopo della ricerca, che bloccando l’attività di queste proteine anche i tumori potrebbero essere bloccati. Qualcosa di analogo accade per le malattie vascolari, l’artrite reumatoide, l’enfisema polmonare, tutte patologie in cui è implicato il cattivo funzionamento di varie metalloproteinasi. Le


ricerche fatte al Cerm in questo campo si stanno già traducendo in brevetti di possibili farmaci.
«Dunque ? spiega il professor Luchinat ? studiare la struttura delle proteine è un passaggio essenziale per capirne il funzionamento, ovvero per conoscere come agiscono gli ingranaggi della vita nel loro insieme. Al CERM indaghiamo anche sulle interazioni fra proteine diverse e sui meccanismi che regolano questi rapporti. Una volta svelate le ragioni dell’eventuale cattivo funzionamento (cioè della malattia) si tratta di progettare farmaci specifici in grado di interagire selettivamente con la proteina difettosa. Per la farmacologia si apre un nuovo mondo: si passa dalle medicine a bersaglio generico a quelle costruite per un solo, selezionato obiettivo».
Più o meno è la differenza che corre tra un fucile da caccia che spara rose di pallini puntando al bersaglio grosso e una carabina di precisione. Trattandosi di vita o di morte, non è poco.
(Info: Cerm, Polo Scientifico, via Luigi Sacconi n. 6, 50019 Sesto Fiorentino, Firenze Tel. 055.4574270, www.cerm.unifi.it, luchinat@cerm.unifi.it).