Come si calcola l’indice Atmo

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L’indice di qualità dell’aria (Atmo), deriva dai rilevamenti delle concentrazioni di quattro sostanze inquinanti, sulla base delle misurazioni di alcune stazioni fisse di monitoraggio selezionate congiuntamente dal ministero dell’Ambiente e dall’Agenzie per l’ambiente.
Queste stazioni sono selezionate affinché la media delle misurazioni realizzate sia rappresentativa delle concentrazioni e della loro evoluzione sull’insieme della zona.
Per ciascuno di questi inquinanti, la concentrazione rilevata viene riparametrata su una scala da 1 a 10 alla quale e associato un giudizio qualitativo che indica la situazione della qualità dell’aria per quell’inquinante (da ottimo a pessimo): ad esempio se per il PM10 si ha una concentrazione di 70 μg/m3 il valore sintetico sarà di 7 (mediocre).
Il giudizio peggiore tra i quattro inquinanti va a determinare l’indice sintetico Atmo. Ad esempio, prendendo in considerazione i dati rilevati in data 03/04/2008 nella zona di Parigi si può notare che l’indice Atmo generale ha valore 4 (buono), corrispondente a quello dell’ozono (O3), poiché questa e la sostanza con il sotto-indice più elevato (quindi il peggiore).

(Fonte Arpat)