Così le due settimane di blocchi

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In due settimane da giovedì 13 novembre ad oggi 27 novembre si è sviluppata la vicenda del deposito delle scorie nucleari, tra proteste, blocchi e manifestazioni.

13 novembre – Il consiglio dei ministri approva un decreto che individua a Scanzano Jonico il luogo dove accogliere le scorie nucleari accumulate dalla dismissione delle centrali italiane e da attività di ricerca. Il sindaco, Mario Altieri (An) replica «non ci faremo mettere i piedi in faccia». Ma l’opposizione lo contesta: «Il sindaco non poteva non sapere del progetto». Il «governatore» della Basilicata, Filippo Bubbico, scrive a Berlusconi e chiede la «revoca il decreto o la sospensione di ogni esito operativo». Cominciano le manifestazione; nella notte un blocco sulla statale jonica.

14 novembre – Dirigenti ed eletti di Forza Italia si autosospendono e accusano il sindaco di Scanzano Jonico «sapeva». Altieri replica «non è vero», «lunedì comincio uno sciopero della fame» e «martedì 18 vado da Berlusconi».
Comincia il presidio dei pozzi della miniera di salgemma dove dovrebbe essere realizzato il sito. I cittadini attendono il rientro del sindaco da Roma, mentre Altieri (An) afferma di essere stato «preso in giro» dal generale Carlo Jean: «Sapevo di incontrare il responsabile del centro Enea della Trisaia di Rotondella per sostenere la posizione di lavoratori del mio paese».

15 novembre – I bambini di Scanzano scendono in piazza. E’ il primo corteo contro il sito. I commercianti chiudono i loro negozi. Manifestano anche gli studenti di Policoro. Scende in piazza la chiesa: don Filippo Lombardi, parroco di Scanzano, invita il governo a tornare indietro «è una decisione che contraddice le speranze di sviluppo di questo popolo». Si mobilitano i sindaci calabresi. Nuovi blocchi sulla Jonica.

16 novembre – E’ il giorno della prima grande manifestazione: diecimila persone in due cortei sulla Jonica, da Policoro e Scanzano confluiscono a «terzo Cavone»: la statale jonica viene bloccata per 25 chilometri. In testa al corteo torna Nicoletta, l’ asina simbolo delle lotte degli agricoltori. Don Filippo ai fedeli «unendo le forze di tutta la regione potremo contare non certo per il numero quanto per la dignità inalienabile che abbiamo e che non può essere calpestata».

17 novembre – Il sindaco Altieri requisisce i pozzi e vieta il transito ai rifiuti nucleari. I manifestanti bloccano la stazione di Metaponto, tutto il tratto lucano della Jonica e presidiano il centro Enea di Rotondella (Matera) nel quale vi è l’impianto Itrec che custodisce 64 barre di uranio, provenienti da una centrale nucleare americana. Cresce la tensione.

18 novembre – Fallisce il vertice a Palazzo Chigi per fare chiarezza sulla vicenda. Bubbico «si intravedono interessi poco limpidi». La protesta si estende in Puglia e Calabria. Occupata a Lauria la Salerno-Reggio Calabria. La situazione ai blocchi si fa sempre più pesante. Il mondo del lavoro scende in piazza: in diecimila sfilano da Terzo Cavone a Scanzano.

19 novembre – Il consiglio regionale della Basilicata ricorre alla Corte Costituzionale contro il decreto, stabilisce che tutta la regione è


denuclearizzata e riclassifica il territorio di Scanzano a media sismicità. Bubbico «il decreto deve essere ritirato». Le aziende proprietarie dei villaggi nel Metapontino «decisione governo è incomprensibile».

20 novembre – Il governo si rende «disponibile a modificare il decreto durante la discussione parlamentare, con la messa in sicurezza in loco dei depositi a maggior rischio, dove attualmente si trovano sul territorio nazionale, attraverso la costruzione di strutture per lo stoccaggio provvisorio delle scorie nucleari. Bubbico, «emendamento insoddisfacente ed elusivo». Sindaco «mobilitazione continua». Dai vescovi «sostegno sentito alla protesta». Diecimila persone sfilano da Pisticci (Matera) a «terzo Cavonè.

21 novembre – Parlamentari lucani Forza Italia: «serve emendamento preciso». Panorama «Berlusconi ha concordato con Altieri». Il sindaco «falsità «. Palazzo Chigi «telefonata Berlusconi-Altieri» dopo consiglio dei ministri. Consiglio Scanzano conferma la fiducia ad Altieri, ma aumentano le contestazioni.

22 novembre – Altieri viene contestato all’ interno del comune. Un’ intervista al Ministro Giovanardi getta nuove ombre sul sindaco che si difende «c’ è chi cerca l’incidente».

23 novembre – In centomila sfilano da Policoro a Scanzano per la più grande manifestazione di tutti i tempi in Basilicata. Per Bubbico «è la risposta della Basilicata, di gente laboriosa e tranquilla, che vuole indicare in modo inequivocabile al governo di ritirare il decreto». Gelo per il sindaco scortato da una quarantina di agenti. I sindacati non lo fanno salire sul palco.

24 novembre – Il deputato di Fi Gianfranco Blasi invita il governo ad «eliminare l’ indicazione di un sito definito preventivamente dal corpo del disegno di legge». Il governatore della Puglia Fitto «totale, chiara e forte contrarietà a scelta». La protesta «sbarca» a Roma: a piazza Santi Apostoli convengono dalla Basilicata e i lucani della Capitale.

25 novembre – La commissione ambiente comincia l’esame del decreto. Rubbia «forti perplessità. Tensione tra i sindaci e gli eletti del centrodestra a Palazzo Chigi. Si lavora per una mediazione.

26 novembre – Regioni: governo ritiri decreto. La Loggia media. Bubbico «soluzione possibile con art. 30 ddl Marzano».
(Fonte Ansa)