Crisi idrica

100

Il consumo d’acqua pro capite nell’ultimo secolo è cresciuto ad un ritmo doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione. La tecnologia e i servizi igienici, particolarmente quelli delle nazioni ricche ed industrializzate, incoraggiano i cittadini ad usare molta più acqua di quanto necessitino. Tuttavia, persino a fronte di questo rilevante incremento per uso personale, il consumo d’acqua nelle abitazioni e nelle città incide soltanto per il 10 % sul consumo totale . Da stime Fao risulta che i prelievi umani sono pari a circa 3.600 km3 d’acqua dolce, l’equivalente di 580 m3 annui pro capite.
In tutte le regioni mondiali, fatta eccezione per l’Europa ed il Nord America, l’agricoltura è di gran lunga il maggior consumatore d’acqua, accaparrandosi circa il 69 per cento di tutti i prelievi a livello mondiale mentre l’uso civile/domestico (cittadino) pesa per circa il 10 per cento e l’industria per il 21 per cento.

In Italia la situazione non è molto diversa: all’agricoltura viene attribuito un 46%, alle industrie manifatturiere il 17%, alla produzione idroelettrica il 19% e per le forniture pubbliche il 18% (Ocse 2002). Ma in Italia sono da considerare anche notevoli sprechi, conseguenza, ad esempio, della grave situazione delle reti di distribuzione dell’acqua; in alcuni Ambiti territoriali ottimali (Ato), istituiti dalla L. 36/94 per garantire l’efficiente distribuzione, gestione e depurazione delle acque per scopi civili, le perdite sono superiori al 55% (una perdita fisiologica è intorno ai 7/15%!) a cui si aggiungono gli abusi. Caso limite è l’Ato di Avezzano in Abruzzo dove le perdite ufficiali sono pari al 77% dell’acqua immessa nelle reti.

Poca neve: poca acqua

Dal dossier del Wwf l’analisi evidenzia un decremento dei contributi nevosi del 18,7 % negli ultimi decenni che, con poche eccezioni, ha colpito l’intero settore meridionale delle Alpi, senza particolari distinzioni geografiche tra i 1.000 e i 2.500 metri di quota. Più in specifico, l’analisi del Wwf ha mostrato come le località di bassa quota abbiano subito i decrementi proporzionalmente più consistenti, con punte di contrazione vicine o superiori al 40%. Il crescente sfruttamento d’acqua per l’innevamento artificiale che sull’intero arco alpino si stima intorno ai 90 milioni di metri cubi d’acqua (pari a quelli consumati annualmente da una città medio grande).

Le 5 azioni salva-acqua

? Riduzione dei consumi e certamente di quelli non prioritari (anche attraverso campagne di informazione adeguate);
? tutela e risparmio delle acque affinché possano essere adeguatamente disponibili per i diversi utilizzi;
? ottimizzazione della gestione della risorsa idrica;
? dotazione dei contatori a tutte le utenze;
? lotta e controllo sui prelievi abusivi.

Cosa non fare: l’azzeramento e finanziamento dell’Autorità di bacino

Il disinteresse verso la pianificazione e gestione di bacino negli anni ha trovato conferma nella riduzione dei finanziamenti, con l’azzeramento degli stanziamenti destinati alle misure di prevenzione del rischio idrogeologico nella Legge Finanziaria del 2007, laddove nella Legge Finanziaria 2006 ammontavano a 30.000.000 euro.
Fondi che, a loro volta, avevano già avuto un taglio di


20.000.000 euro (rispetto a quanto previsto per il 2006 dalla legge Finanziaria 2005 che stanziava 50.000.000 euro), sulla base di specifiche disposizioni di legge di riduzione della spesa, approvate nel corso del 2005 (Tabella E) e che non possono ritenersi compensate dal pur cospicuo e positivo incremento di 80.000.000 euro, rispetto alla Legge Finanziaria 2006, destinati alla Legge n. 183/1989 dalla Finanziaria 2007.

Acqua: un bene comune

Il nuovo orientamento deve trovare concretezza nella valorizzazione delle molteplici funzioni del bene acqua e nel riconoscimento della coesistenza di diverse esigenze: la protezione delle persone dai rischi per la sicurezza e per la salute (aspetto sociale), l’accesso efficiente alla risorsa da parte della popolazione e delle attività produttive (aspetto economico) e la conservazione della risorsa e il mantenimento delle funzioni ecologiche (aspetto ambientale e di equità intergenerazionale).

(Fonte Wwf)