Definizione di rifiuto

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La Commissione ha deciso di deferire l’Italia dinanzi alla Corte di giustizia europea a causa della definizione restrittiva di «rifiuto» introdotta nella normativa nazionale.
Una legge adottata nel dicembre 2004 stabilisce che alcuni tipi di rifiuti non sono più considerati tali in Italia, pur rientrando nella definizione di «rifiuto» ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti dell’UE introdotta per tutelare la salute umana e l’ambiente. Si tratta, in particolare, dei rottami metallici, di altri rifiuti utilizzati nell’industria siderurgica e metallurgica e dei combustibili da rifiuto di elevata qualità (cioè i combustibili ottenuti a partire dai rifiuti).
Grazie a questa legge, ad esempio, i rifiuti urbani utilizzati come combustibili nei forni per cemento o nelle centrali elettriche sfuggono alle disposizioni delle normative comunitarie che disciplinano i rifiuti e l’incenerimento dei rifiuti. Ne risulta un rischio potenziale per l’ambiente e per la salute umana dovuto alle emissioni incontrollate di sostanze tossiche come le diossine.
Dall’invio del parere motivato della Commissione nel dicembre 2005, l’Italia non ha ancora conformato la sua normativa alla legislazione dell’UE. Al contrario, il decreto legislativo adottato n. 152 del 3 aprile 2006 ha riconfermato tale normativa ed è per questo che la Commissione ha ora deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia.