Fantasia e ricerca

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L’ecologia non è spesa aggiuntiva (e quindi potenzialmente superflua). L’ecologia è innanzitutto immaginazione e creazione di modelli innovativi e spesso originali, nella risoluzione dei problemi.
Perché per produrre meno rifiuti e differenziarli ed infine recuperarli o riciclarli bisogna mettere in atto strategie e politiche comunque impegnative innanzitutto per chi le propone: tutto molto meno ovvio e banale che non raccattare tutto e portare in discarica, nonostante i maggiori costi di un sistema basato sulla discarica (o sull’incenerimento).
Perché costruire una viabilità più sostenibile richiede una riflessione sui modi e le articolazioni di una urbanistica meno mediocre di quella basata sulle quattro strade in croce, senza spazi e senza percorsi di qualità: cosa che, con tutta evidenza, non attira né gli entusiasmi di tecnici troppo spesso frettolosi (quando non assolutamente impreparati) né quelli di politici troppo presi dalla logica del consenso immediato, quello basato, per intenderci, sulla realizzazione in sé e non sulla qualità del costruito.
Perché, infine, produrre frutti con meno chimica significa avviare percorsi di studio e qualificazione fra i produttori (oltre che fra i consumatori) con risorse che non fanno certo tremare i polsi (basterebbe una piccolissima parte di quei capitoli fumosi che tutti i comuni si danno per spese finalizzate a promuovere l’agricoltura locale troppo spesso convertite in promozione di festival canori quando non di peggio) ma fanno certo tremare i cervelli.
I cervelli di coloro che ritengono tutto questo troppo impegnativo e faticoso, in un mondo che ama l’improvvisazione e la quotidianità, evitando come la peste la pianificazione e la progettualità.
La politica oggi non ama attendere. Né pensare troppo. È uno dei risultati di un sistema che accentra sempre più in sé funzioni e cariche, senza darsi tempi e modi sufficienti per sviluppare strategie e piani.
Facile, quindi, dire che l’ecologia è un lusso: costoso e spesso superfluo. Più difficile ammettere che l’antinomia non è fra ecologia ed economia (buona economia, almeno) bensì fra ecologia ed improvvisazione. Già, perché la sostenibilità non produce spese ulteriori ma solo guadagni: il problema è solo farlo capire a chi non ha mai il tempo per ascoltare.