Grado di rischio estinzione per gli elefanti africani

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L’elefante africano vive in 37 paesi del continente nero e lo status della specie varia enormemente a seconda del territorio. Il Senegal ospita in media anche meno di dieci elefanti, mentre il Botswana potrebbe addirittura custodirne 140.000.
A livello continentale, la specie è considerata vulnerabile, secondo i criteri dell’Iucn. Questo significa che l’elefante africano affronta un alto rischio di estinzione nel medio termine. Questa classificazione fu adottata nonostante la popolazione sub-regionale abbia subito variazioni, a causa di un declino esteso degli elefanti di almeno il 20% degli individui su tre generazioni di animali (75 anni).
Sappiamo anche che la principale causa del declino delle popolazioni, come la perdita di habitat non è mai cessata, e il degrado potrebbe essere irreversibile.
La verità è che alcune popolazioni sono in pericolo, mentre altre sono al sicuro.

Continuità a livello internazionale del commercio illegale di avorio

Le analisi dell’Etis (Elephant Trade Information System) hanno indicato che l’esistenza di mercati nazionali di avorio non regolati, in Africa così come in Asia, è l’elemento nascosto che spinge tutti i mercati illeciti internazionali. Questi mercati non riguardano Namibia, Botswana, Zimbabwe o il Sud Africa. La Cina è senz’altro una destinazione importante del commercio illegale in questione, ma l’Etis ha dimostrato un grandioso sforzo di miglioramento nella repressione degli illeciti internazionali.
Nel 2002, meno della metà delle confische registrate destinate al mercato cinese furono registrate da questo Paese, ma è in atto un cambio di tendenza e questo può considerasi un indicatore del loro impegno nel rafforzare i controlli.
Le popolazioni di elefanti continuano ad aumentare nell’Africa meridionale, ma sono in declino nelle zone occidentali e centrali. Il controllo di questi mercati locali illegali è cruciale per la conservazione degli elefanti.

(Fonte Wwf)