I danni dell’Altà Velocità in Mugello

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Il Mugello è una porzione dell’Appennino toscoemiliano, situata in Provincia di Firenze, al confine con la Regione Emilia Romagna.
E’ in questa zona che è stato deciso di localizzare il percorso dell’Alta Velocità ferroviaria fra Bologna e Firenze, un’opera colossale in gran parte errata anche nelle sue motivazioni e finalità, come da sempre sostenuto dalle Associazioni ambientaliste, e che è stata portata avanti sul campo nel disprezzo di quelli che dovevano essere i minimi criteri di tutela e di minimizzazione degli impatti.
Il definitivo inizio dell’opera viene sancito nel luglio 1995, quando i Sindaci dei comuni del Mugello convocati a Roma alla Conferenza dei Servizi appongono la loro firma, anche se era evidente che la Valutazione di Impatto Ambientale era del tutto carente e inadeguata.
Le Associazioni ambientaliste ben da prima avevano denunciato questa carenza di valutazione di impatto e quanto ne sarebbe seguito, ma a nulla è servito.
Da allora i lavori hanno dimostrato quanto fossero veritiere le voci di chi fin dall’inizio aveva lanciato l’allarme. Anzi quanto è successo al territorio del Mugello è andato anche oltre le più cupe previsioni.
Sorgenti e interi corsi d’acqua sono scomparsi, per l’intercettazione delle falde, altri sono rimasti ma l’inquinamento chimico e fisico delle acque li ha resi privi di vita. Rifiuti tossici degli scavi sono stati «smaltiti» sul territorio. Splendide vallate risultano ormai irrimediabilmente lesionate e impoverite.

Il danno alla risorsa idrica

Gli scavi delle gallerie hanno già provocato il totale essiccamento delle sorgenti di:
Erci 1 (località Luco Grezzano ? Comune di Borgo)
Erci 2 (località Luco Grezzano ? comune di Borgo)
La Rocca (comune di Scarperia)
Le Spugne (località Castelvecchio – comune di Firenzuola)
Il pozzo Casa d’Erci, realizzato lo nel 2000 per fronteggiare l’emergenza idrica;
I pozzi dell’Incisa (comune di Scarperia)
Il torrente Carzola (comune di Vaglia)
Le sorgenti di Volpinaia (comune di Scarperia)
Le sorgenti di Ca’ di Sotto (comune di Firenzuola)
I pozzi del Bagnone (comune di Scarperia)
Il torrente Rampolli (comune di Borgo San Lorenzo)
Il torrente Diaterna (comune di Firenzuola)
Fosso del Mandrio (comune di Borgo San Lorenzo)
Fosso della Rocca (comune di Scarperia)

Inoltre decine sono i pozzi, le piccole sorgive, i fossi che nel corso degli ultimi due anni sono scomparsi nel Mugello. Nel 2001 è stato impattato il torrente Farfereta che approvvigiona l’acquedotto di Ronta e Panicaglia, due popolose frazioni del comune di Borgo San Lorenzo posizionate in un’altra vallata.
Nel 2003 è stato impattato il torrente Veccione l’incontaminato corso d’acqua che bagna Moscheta e percorre la famosa Valle dell’Inferno (Sito di Interesse Comunitario) e il torrente Ensa che dista più di 4 Km dall’asse della galleria.

Dalla galleria Firenzuola si è arrivati a perdite di acqua di 400 lt/sec sul lato sud e 350 lt/sec. Sul lato nord. Si calcola che in tre anni siano stati «buttati» circa 80 milioni di metri cubi di acqua e si prevede che l’area interessata da questa crisi idrica potrebbe arrivare a circa 60 kmq.
/> Questo significa che l’area interessata dal disseccamento e da una flessione consistente delle portate dei fiumi e torrenti andrà dal Falterona nel comune di San Godenzo sino alla Futa nel comune di Barberino Mugello.

Gli altri danni

Il Sasso di Castro, Sito di Interesse Comunitario e raro biotopo è distrutto da una cava di 2,5 milioni di metri cubi
Torrenti come il Diaterna a Firenzuola e il Bagnone a Borgo S.L. sono divenuti luogo di scarico delle acque drenate dalle gallerie piene di fanghi contaminati (sono biologicamente morti)
La grande cava di Cardetole sul fiume Sieve è stata spesso oggetto di denuncia da parte dell’Arpat per illegittimi tombamenti di fanghi.
Nell’estate divieti di approvvigionamento idrico per usi irrigui a diverse aziende zootecniche
Famiglie all’orlo del collasso nervoso per rumori e polveri

Il 19 luglio 2002 è stato sottoscritto un accordo tra Ministro dell’Ambiente, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , Regione Toscana, Regione Emilia Romagna, Rete Ferroviaria Italiana e TAV che mette a disposizione circa 53 milioni di Euro per le aree danneggiate da TAV: il Mugello, Sesto Fiorentino e alcune zone in Emilia Romagna.
Ma si tratta evidentemente di una cifra ridicola per quello che è successo e per quello che sta succedendo in Mugello. E, soprattutto, nessuna cifra potrà far tornare l’ambiente del Mugello quello che era prima.
Gli accordi successivi fra le parti (Enti locali, Governo, Cavet) non hanno fatto altro che cercare di mettere qualche «pezza» e di calmare le proteste, ma nulla di concretamente efficace e adeguato ad oggi è stato fatto. Le Istituzioni continuano in questo senso ad essere assenti o insufficienti e il Mugello continua a morire.

In questa situazione si è inserita finalmente anche la Magistratura, in alcuni casi anche la messa sotto sequestro di cave e cantieri, e comunque con due filoni di indagini che stanno confluendo in un unico maxi-processo. Molti sono gli imputati e i capi di imputazione, inerenti presunti reati sia concernenti la gestione e lo smaltimento dei rifiuti connessi all’opera sia il danno alle acque.
Associazioni ambientaliste, Comitati locali, singoli cittadini (e anche Pubbliche Amministrazioni) si sono costituiti parte civile per chiedere giustizia e perché gli errori e gli illeciti avvenuti in Mugello non si ripetano né qui né altrove.

Per approfondimenti e aggiornamenti si può consultare il sito di Legambiente Mugello e del Wwf Toscana.