I legni da evitare

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Dal canto suo Greenpeace chiede ai produttori di approvvigionarsi esclusivamente con legname certificato secondo gli schemi del Fsc ed agli acquirenti di boicottare tutti i manufatti di dubbia provenienza.
Per questi ultimi ha approntato una guida di semplice consultazione, la cosiddetta «casa virtuale del legno» ci si può aggirare nelle varie stanze, facendosi guidare da un apposito semaforo per la scelta responsabile delle varietà di legnami. La luce verde dà il via libera all’abete, al faggio e al castagno di provenienza italiana, così come al ciliegio americano. Alla quercia si accende il giallo, perché occorre controllare che non provenga da tagli illegali dell’est europeo. Il rosso scatta per il ramino, il mogano e l’afrormosia provenienti dalle foreste tropicali e per il teak della Birmania, ove il suo mercato finanzia da decenni la guerra civile. In sintesi, occorre una certa cautela quando si ha a che fare con legni provenienti dalle foreste pluviali e li si deve decisamente evitare quando non sono garantiti dal Fsc.
Altrimenti, per indagare più a fondo al momento di eventuali acquisti, ci si può servire del motore di ricerca ufficiale del Fsc. Puntualmente aggiornato, consente l’accesso al database di tutte le aziende (segherie, cartiere, mobilifici e quant’altro) che acquistano e lavorano esclusivamente legnami certificati.