I principali danni

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In particolare si è rilevato che l’esposizione alle sostanze chimiche tossiche interferisce con il sistema ormonale e immunitario, modifica i livelli di vitamina A e provoca fragilità della struttura ossea. Ciò vuol dire che a essere alterate sono le principali funzioni vitali: metabolismo, sviluppo, fertilità, determinazione del sesso, funzioni neurologiche, stimoli della fame e della sete, impulsi sessuali.

Gli orsi polari, per esempio, al vertice della catena alimentare, risultano gravemente contaminati da sostanze attualmente in uso negli elettrodomestici, come i ritardanti di fiamma bromurati (Bfr) e i composti perfluorinati, con conseguenti alterazioni del sistema immunitario, ormonale e diminuzione dello spessore delle ossa. I beluga, che prediligono acque costiere poco profonde e risalgono le foci dei fiumi, aree ad altissima concentrazione di inquinanti chimici, sono tra le specie artiche più intossicate, tanto che i corpi di alcuni esemplari trovati morti, provenienti dall’estuario del fiume San Lorenzo in Canada, sono stati smaltiti come rifiuti tossici.

Per quello che riguarda gli uccelli poi c’è da osservare che molte sostanze chimiche tossiche si concentrano nel tessuto adiposo e, al momento della deposizione, passano nelle uova, con la conseguenza che l’embrione già nelle prime fasi di sviluppo è esposto ai contaminanti chimici. L’esposizione alle sostanze chimiche tossiche insieme ai cambiamenti climatici e alla perdita di habitat genera una miscela micidiale che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle specie artiche.
Il Parlamento Europeo, a fine ottobre prossimo, tornerà a decidere su Reach (Registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche).
Per il Wwf è indispensabile che venga approvato un testo in cui sia chiaro e netto il principio di sostituzione delle sostanze più pericolose, e la progressiva eliminazione di quelle per le quali è già disponibile un’alternativa. Questo principio dovrà poi essere recepito dal Consiglio dei Ministri e il Wwf si augura che il Governo italiano giochi un ruolo positivo in tal senso, dal momento che l’industria italiana non potrà che trarre vantaggi da una forte spinta all’innovazione.
L’Europa ha insomma di fronte a sé l’opportunità di assicurare la salute dei suoi cittadini e salvare un pezzo di pianeta da una lenta agonia.

(Fonte Wwf)