Il coordinatore dell’Osservatorio di Ecologia Appenninica risponde al Gruppo consiliare di Faeto

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Il dott. Giampaolo Pennacchioni, direttore della Società Ecolab e coordinatore dell’Osservatorio di Ecologia Appenninica, puntualizza alcuni aspetti della lettera del Gruppo consiliare «Faeto Libera Unita Democratica»

Gent.mo Direttore,
ritengo sia mio dovere rispondere all’articolo comparso su www.vglobale.it «l’eolico ci danneggia» in quanto vi ho riscontrato alcune imprecisioni che è mio desiderio chiarire.
Nella lettera che il Gruppo consiliare «Faeto Libera Unita Democratica» ha inviato alla Regione in occasione della manifestazione del 20 Dicembre u.s., si cita il fatto che il Centro Visite di Faeto, dal giorno dopo l’inaugurazione, è rimasto chiuso ed è adibito a deposito di computer ed altri materiali.
Voglio precisare che il Centro Visite, pur con notevoli difficoltà dovute al problema del reperimento del personale, è rimasto aperto tutta l’estate a cura dell’Associazione Saturnia che provvede alla gestione del settore didattico divulgativo dell’Osservatorio di Ecologia Appenninica.
Lo stesso Centro Visite è stato oggetto di frequentazione da parte di alcune scuole durante il mese di Aprile e Maggio.
Attualmente è chiuso in quanto, contenendo materiali biologici, necessita di periodici interventi di manutenzione e disinfestazione incompatibili con la presenza di visitatori.
Ultimamente si è tenuta una riunione, all’Osservatorio di ecologia Appenninica, a Roseto, con la partecipazione degli Amministratori Comunali dei quattro Comuni interessati (Faeto, Castelluccio Valmaggiore, Alberona e Roseto Valfortore), per l’organizzazione di una gestione comune dei quattro Centri Visita dell’Osservatorio in modo da renderli fruibili in modo ottimale già dalla prossima primavera.
D’altro canto, è ormai risaputo che la semplice creazione di una struttura ambientale non garantisce il suo automatico successo, ma (e forse questa è la parte più difficile) occorre anche formare la mentalità delle persone, ed in particolare dei giovani, affinché, utilizzando le strutture create, diventino imprenditori dell’ambiente e le utilizzino per creare occupazione. È questo ciò che si sta facendo attualmente, con non poche difficoltà.

Per quanto concerne la parte della citata lettera riguardante l’eolico, nella missiva il sottoscritto viene citato per uno studio di incidenza ambientale relativo ad un parco eolico.
La citazione, giustamente, riporta un parere negativo dato al progetto evidenziando, con molta correttezza, il fatto che il sottoscritto abbia espresso pareri negativi nonostante i vincoli con la Società committente derivanti dal contratto.
Il punto che si vuole chiarire è che lo studio non riguarda il parco eolico Niola Frassinelle, come citato nella lettera, ma il parco in località Difesa.
Infatti, Niola Frassinelle non è contiguo al Bosco né all’abitato di Faeto e non appare opportuno attribuire ad una realizzazione le considerazioni espresse per un’altra.
D’altro canto la lettera riprende un documento prodotto dall’Associazione «Liberiamo il Vento» di Faeto, documento ben più esteso ed articolato già da tempo comparso su Internet e riferito appunto al progetto eolico nella zona Difesa.
Per il Parco eolico Niola Frassinelle si erano espressi altri giudizi pur rimarcando comunque, come d’altro canto appare giusto, gli inevitabili impatti che qualsiasi realizzazione o attività umana comportano nei confronti dell’ambiente.

Tanto si riteneva opportuno comunicare e precisare per completezza di informazione.
Naturalmente il sottoscritto resta a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e collaborazione.
Con stima
Giampaolo Pennacchioni