Il paradiso della biodiversità

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La vegetazione della «Foresta del Paradiso» (Indonesia, Nuova Guinea ed arcipelaghi contigui) comprende essenze tipiche delle foreste costiere, pluviali di pianura, monsoniche e di cedui delle zone montuose.
Le migliaia di isole dell’arcipelago indonesiano corrispondono a poco più dell’1% delle terre emerse, eppure vantano circa 30.000 specie di piante superiori al cui riparo vivono ben 1.600 varietà di uccelli ed oltre 500 di mammiferi. Tra questi vanno ricordati il Rinoceronte di Sumatra e quello di Giava entrambi a rischio di estinzione, la Tigre di Sumatra della quale restano appena 500 esemplari e le ultime popolazioni di orangutan, l’unica scimmia antropomorfa dell’Asia.
Nessuna tra le specie che abitano queste foreste è al sicuro: la sopravvivenza di ciascuna dipende da un habitat costantemente assediato da minacce quali i cambiamenti climatici, il bracconaggio ed i traffici di legname.
Uno dei casi più eclatanti è quello di Tesso Nilo, nell’isola di Sumatra: 320.000 ettari di foresta sono stati soppiantati da piantagioni per la produzione di cellulosa e olio di palma, a scapito di animali come tigri, tapiri e gibboni. La situazione è particolarmente drammatica per gli elefanti, che necessitano di aree boschive vaste e tranquille. Il Wwf si è fatto carico del problema, collaborando con il governo, gli imprenditori e le comunità locali per collegare la foresta di Tesso Nilo con altre aree protette.
La finalità è creare una rete di corridoi naturali lungo cui gli elefanti possano spostarsi indisturbati, anziché sconfinare nelle piantagioni rischiando di essere abbattuti per evitare che arrechino danni.