Il percorso del gemellaggio con Arpa Emilia Romagna e Arpa Lombardia

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L’attività di gemellaggio che Arpacal ha svolto con Arpa Emilia Romagna e Arpa Lombardia ha preso l’avvio con una riunione di start-up durante la quale si sono delineate le strategie di massima per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti focalizzando la discussione sulle problematiche relative alle maggiori discariche che insistono sul territorio della Regione Calabria.

È seguita una fase di trasferimento di conoscenze in merito alle procedure da seguire nelle fasi d’istruttoria per il rilascio di pareri tecnici su progetti di realizzazione ex novo, esercizio ed adeguamento alla normativa vigente di impianti di discarica con particolare attenzione ai criteri di progettazione di recupero di biogas.

È stato illustrato il progetto autorizzato di un impianto di discarica esistente e operativo in Lombardia. A seguito di ciò sono stati effettuati sopralluoghi su due impianti di discarica: il primo in esercizio (impianto di Gorla e Mozzate) mentre il secondo esaurito e gestito nella fase post mortem (Cavenago Brianza). Durante tali sopralluoghi sono state verificate le condizioni costruttive e gestionali della captazione del biogas per il recupero energetico. Particolare attenzione, in una fase successiva, è stata data all’analisi congiunta di una scheda di censimento predisposta dall’Arpa Calabria.

Sono state verificate dettagliatamente tutte le informazioni richieste sugli impianti di discarica di rifiuti non pericolosi ovvero i documenti autorizzativi, quelli tecnici e quelli territoriali ambientali. È stata illustrata la metodologia operativa della gestione della Sezione Regionale del Catasto dei Rifiuti in Regione Emilia Romagna e in Regione Lombardia. Sono stati illustrati i sistemi topografici, Gps, gli strumenti informatici software e hardware utilizzati per la preparazione dei catasti geo-referenziati.

Sono stati, inoltre, visitati sia un impianto di compostaggio in Calabria (a Lamezia Terme impianto Daneco) e sia un impianto in Emilia Romagna, oltre che due discariche sempre in Emilia. Durante le visite agli impianti, in particolare, sono state illustrate le modalità di trasporto, conferimento, accettazione e controlli dei rifiuti negli impianti.

Una sezione delle attività ha riguardato le tecniche di campionamento dei rifiuti secondo le norme Uni 10802, sottoponendo ad attenta analisi le modalità di predisposizione del verbale di campionamento, studiando i criteri per la classificazione e la caratterizzazione dei rifiuti tutto ciò anche attraverso una concreta attività di campionamento presso l’impianto Eureko di Peschiera Borromeo (Milano). Inoltre, è stato effettuato, presso il laboratorio Arpa di Parabiago (Milano) e utilizzando i campioni prelevati all’impianto Eureko.

È stato, infine, effettuato un confronto sulle tecniche d’analisi chimica per la determinazione dei parametri Ipa e Pcb sulle matrici solide. Per ultimo, sono state illustrate le modalità con cui vengono effettuati i controlli sulla fase di approntamento delle discariche e in particolare per la valutazione della integrità dei teli come sistemi di isolamento e protezione delle matrici ambientali e le verifiche sulla barriera geologica (qualità, spessori e costipazione del manto di argilla); sono state inoltre valutate le procedure di messa in sicurezza in caso di rottura. In particolare, sono state illustrate le modalità operative in riferimento alle discariche


di Montichiari (Brescia) della ditta Systema Ambiente ed eseguendo una visita ispettiva, con i conseguenti controlli tecnico-amministrativi (registi, formulari ecc.), presso la discarica di Cogeme a Rovato (Brescia). Gli obiettivi programmati

Produzione in partnership di un progetto per l’esecuzione dell’attività di controllo e monitoraggio, strutturata e sistematica, da parte dell’Arpacal, relativamente all’esercizio di un impianto di discarica di rifiuti non pericolosi, localizzato nel territorio della Regione Calabria, comprensiva della definizione dei protocolli di campionamento e di analisi per le acque di falda, il percolato ed il biogas, comprensiva inoltre della definizione delle specifiche tecnico-economiche delle attrezzature da acquisire da parte dell’Arpacal.
L’attività riguarda tutte le fasi di vita dell’impianto di discarica, con particolare attenzione alla gestione post-mortem. Fra gli obiettivi primari del progetto è compreso il trasferimento di know-how, ai tecnici dell’Arpacal, da realizzarsi sia attraverso momenti di confronto in loco sia attraverso visite presso le strutture e particolarmente, presso impianti di discarica simili e laboratori localizzati sia nelle regioni delle Arpa Emilia Romagna e Lombardia, sia nella Regione dell’Arpacal.
Gli obiettivi di questa prima fase del progetto di gemellaggio, quindi, erano quelli desumibili anche dal titolo del progetto e relativi al trasferimento di buone pratiche all’Arpa Calabria in materia di partecipazione dell’Agenzia ai processi di autorizzazione, controllo e monitoraggio di discariche controllate per rifiuti urbani e speciali non pericolosi.
Dal punto di vista strettamente tecnico, con riferimento specifico al monitoraggio delle discariche controllate, questa fase del progetto, che andrebbe completato con una fase 2, ha riguardato prevalentemente le tematiche relative alle verifiche tecniche della tenuta dei teli di impermeabilizzazione delle discariche e del sistema di captazione e smaltimento del biogas sviluppato in prevalenza dall’Arpa Lombardia. La seconda fase dovrebbe maggiormente focalizzarsi sul monitoraggio delle acque sotterranee in corrispondenza dei siti in cui sono localizzati tali impianti.

Gli Obiettivi raggiunti

Sono state realizzate Linee Guida e protocolli specifici sul monitoraggio delle discariche ai sensi di quanto disposto dal DLgs 36/2003 per omogeneizzare le procedure da applicare nei controlli operati dal personale delle sedi provinciali dell’Arpacal.
Gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, pur confermandosi la necessità di completare il progetto con una seconda fase dedicata alle tematiche delle falde acquifere e del percolato con gli aspetti del loro campionamento ed analisi chimica.
In aggiunta, si segnala che gli obiettivi conseguiti anche dalle Arpa Emilia Romagna e Lombardia sono risultati maggiori del previsto, perché il progetto ha costituito un’importante opportunità di confronto fra diverse strutture organizzative e diverse realtà anche di carattere istituzionale in relazione alle differenti scelte in materia ambientale fatte dalle due regioni, Emilia-Romagna e Lombardia, in ordine al tema delle competenze degli Enti e del livello di decentramento amministrativo.

Sul tema specifico si ritiene l’attività svolta particolarmente positiva per le possibilità che comporta di ricercare una modalità di attuazione dei controlli sugli impianti di gestione rifiuti (discariche) quanto più possibile omogenea sul territorio nazionale. Tale omogeneità è fondamentale sia al fine di garantire gli operatori del settore, poiché


rispondere alle medesime regole si trasforma in pari condizioni di concorrenzialità, sia perché le stesse modalità di controllo consentono di rendere maggiormente comparabili i dati acquisiti nel corso dei controlli medesimi e costituiscono garanzia di tutela ambientale. Quali sono gli sbocchi applicativi

Adozione di tecnologie innovative validate dalle Arpa Emilia Romagna e Lombardia e miglioramento di quelle utilizzate attualmente dalle strutture provinciali dell’Arpacal.
Realizzazione di specifici protocolli sui monitoraggi delle discariche ai sensi di quanto disposto dal DLgs 36/2003 al fine di omogeneizzare le procedure da seguire e migliorare l’efficienza funzionale e organizzativa di tutte le aree tematiche coinvolte.
L’Arpacal, occorre ricordarlo, sulla base di quanto disposto dall’art.6 c.2 della L.R. 20/99 è l’Ente strumentale della Regione Calabria, preposto all’esercizio delle funzioni tecnico-operative per la prevenzione, protezione e controllo ambientale, nonché all’erogazione di prestazioni analitiche di rilievo sia ambientale sia sanitario che assicura agli Enti locali attività di consulenza e supporto tecnico-scientifico e analitico per l’esercizio delle funzioni loro attribuite dalla legislazione nel campo della prevenzione e della tutela ambientale.

(Fonte Arpacal)