Il progetto Wwf Toscana Capovaccaio

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Un tempo il capovaccaio popolava anche la parte meridionale della Toscana, da Piombino al confine con il Lazio e sino alla provincia di Siena. Tra gli anni quaranta e sessanta la specie è praticamente scomparsa dalla Toscana e da allora quasi ogni anno si osservano esemplari erratici che sorvolano gli antichi insediamenti. Un ritorno nei luoghi dove nidificava sarebbe ancora possibile ma purtroppo il numero di capovaccai che giunge in Italia è talmente basso che è necessario il nostro aiuto.
Per contribuire alla salvaguardia del capovaccaio il Wwf Toscana ha avviato un progetto di riproduzione in cattività a Semproniano (GR), affidandolo all’esperto di rapaci Guido Ceccolini, che prevede il rilascio di giovani nati sia in Toscana che nel Meridione d’Italia. Il progetto, nato nel 1991, è finanziato dalla Provincia di Grosseto, Assessorato alla Conservazione della Natura, e dalla Regione Toscana. Il Centro di riproduzione di Semproniano dispone di 27 esemplari (anno 2004), diciannove dei quali provenienti da centri di recupero spagnoli, grazie alla collaborazione del Governo Spagnolo e di numerose Regioni Autonome, due sono stati ceduti dal Parco Regionale Marturanum del Lazio ed uno è stato ceduto dal Centro Recupero Animali Selvatici di Rende (CS) del Cipr. Nell’ambito del progetto sono nati 7 capovaccai, due dei quali liberati nel 2003 e 2004.

Liberazione dei giovani

Una delle aree di liberazione sarà proprio quella che circonda il centro di riproduzione, ossia l’Alta Valle dell’Albegna, che offre un ambiente integro, ricco di greggi e di pareti rocciose idonee alla nidificazione. La reintroduzione in Toscana avrà inizio solo quando sarà garantito un numero sufficiente di giovani nati all’anno. Prima di allora gli animali saranno liberati nel Meridione di Italia.

Metodo di liberazione Hacking

I giovani capovaccai, quasi pronti al volo, vengono collocati in una cavità rocciosa scelta con cura dagli esperti, esposta a sud e non accessibile ad eventuali predatori, nella quale rimangono sino al momento in cui sono in grado di volare. Tale metodo presenta il vantaggio di imitare l’involo dei giovani allo stato selvatico e permette agli uccelli di disporre di sufficiente tempo per familiarizzare con l’ambiente circostante e soprattutto di memorizzare il luogo del rilascio per tornarvi a nidificare.