Il traffico è tra i maggiori determinanti ambientali di salute su scala locale e globale

83

Gli effetti sanitari associati, cioè le malattie dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, mortalità incidenti stradali, stress e sindromi correlate, sono le più comuni nella comunità europea. Il traffico veicolare su strada è il contribuente principale alla produzione di particolato (PM10) i cui aumenti di concentrazione nell’aria sono associati all’aumento di malattie e mortalità per malattie respiratorie e cardiovascolari in molti studi.
Lo stile di vita sempre più sedentario della maggioranza della popolazione, dovuto in gran parte all’abbandono degli spostamenti a piedi o in bicicletta a vantaggio dell’automobile o del ciclomotore è, assieme al fumo, fra i più importanti fattori di rischio per l’insorgere di malattie cardio-circolatorie, diabete, ipertensione, obesità e mortalità precoce.
In Italia un bambino su cinque è in soprappeso e lo stile di vita sedentario gioca il suo ruolo. Il 25-50% dei bambini obesi fino ai 10 anni sarà un adulto obeso. Il rischio aumenta fino all’80 % per l’obesità puberale. Un adulto obeso ha minori spettanze di vita, precoce insorgenza d diabete e malattie cardiovascolari ed è spesso associato a malattie psichiatriche.
Nonostante circa il 90 % dei cittadini europei è preoccupato per il potenziale impatto dell’ambiente sulla salute (Eurobarometro 2004) i comportamenti individuali rappresentano una delle sfide del governo ambiente e salute.
Ad esempio circa il 30% degli spostamenti urbani nelle città europee (EU 15) si compie per tratte inferiori ai 3 km (il 50% per meno di 5 km) quando con 3 Km di passeggiata a piedi si compiono i 30 minuti di attività fisica raccomandata nelle linee guida internazionali.
Sulla mobilità per motivi di lavoro e di studio il censimento Istat del 2001 rivela che circa 26 milioni di italiani si spostano quotidianamente: per andare a lavorare il 66,3% usa l’auto come conducente, il 4,3% usa l’autobus urbano o suburbano. Circa il 30% usa l’auto come passeggero per motivi di studio.
In Italia è stato stimato che il 30% del traffico autostradale è effettuato per tratte inferiori ai 25 km, presumibilmente un traffico pendolare suburbano.