Il turismo e l’ambiente, tra impatti e risorse: una questione culturale

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Il turismo è probabilmente la principale attività economica legale del Pianeta, dal momento che sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno (tra cui quasi 600 milioni verso l’estero) ed occupa milioni di lavoratori (1 ogni 15 occupati in tutto il mondo).
Le oltre 4000 aree protette di tutto il pianeta, sia marine sia terrestri, si trovano sulla strada di questo immenso flusso di persone, assetate di emozioni, esperienze, conoscenze o dal semplice desiderio di svagarsi e divertirsi. Con tutte le problematiche connesse alla gestione di una così grande massa di fruitori e delle relative infrastrutture, in relazione alla sensibilità degli habitat e delle specie selvatiche che solitamente costituiscono il delicato cuore di un’area protetta ma anche il suo principale elemento di attrazione.
In molti altri casi, tuttavia, questo tipo di approccio sta mettendo in secondo piano gli obiettivi e le azioni gestionali finalizzate alla conservazione della natura (motivi per cui comunque sono state istituite le aree protette) a favore di obiettivi di tipo più «consumistico». Quest’ultimi appaiono legati direttamente ad una fruizione ludica e per il tempo libero che sta trovando ampio successo in comparti vicini dal punto di vista del fruitore, come quello del turismo enogastronomico o del plein air (sport ed attività per il tempo libero), ma profondamente diversi per ciò che concerne gli scopi istituzionali e finali di un Parco.