L’applicazione del Protocollo di Kyoto

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L’anidride carbonica (CO2) liberata nell’atmosfera dai processi di combustione costituisce uno dei principali gas responsabili del cosiddetto effetto serra.
Le foreste, nell’ambito dei cicli biologici connessi con il ciclo del carbonio, scambiano grandi quantità di CO2 con l’atmosfera e svolgono una azione mitigatrice nel bilancio globale delle emissioni di tale gas. Gli alberi e le piante in genere assorbono CO2 dall’atmosfera attraverso il processo di fotosintesi e grazie all’energia solare elaborano gli zuccheri e altri composti necessari per la crescita e il metabolismo. Il carbonio assorbito viene immagazzinato nei tessuti del legno fino alla morte degli alberi; a seguito della decomposizione del legno il carbonio viene nuovamente rilasciato nell’atmosfera sotto forma di CO2 o di altri gas, oppure viene incorporato nel suolo sotto forma di sostanza organica. Qui può permanere per periodi più o meno lunghi prima di essere liberato nell’atmosfera.
La funzione fissativa del legno si prolunga inoltre nel tempo se il materiale grezzo viene trasformato in oggetti, mobili o viene impiegato per la costruzione di edifici.
Il protocollo siglato nel 1997 a Kyoto nell’ambito della Convenzione Internazionale sui Cambiamenti Climatici prevede che l’Italia, analogamente agli altri Paesi sottoscrittori, riduca nel periodo 2008-2012 le proprie emissioni di CO2; tale riduzione è quantificata nell’8% rispetto al valore misurato nel 1990. Il Protocollo di Kyoto prevede che nel computo della riduzione delle emissioni si possano considerare gli assorbimenti o le emissioni determinati dalle variazioni della superficie forestale (conseguenti ad azioni di afforestazione, riforestazione o deforestazione ? Ard – avvenute dopo il 1990) e gli assorbimenti determinati dalla crescita delle foreste e indotti dall’ordinaria gestione forestale.
Il protocollo citato impegna inoltre ogni Paese a realizzare l’inventario dei flussi e degli stock di carbonio accumulati nelle foreste e nelle piantagioni forestali e di aggiornarli periodicamente. In attuazione di tali indicazioni l’Italia ha istituito un proprio Registro Nazionale dei Serbatoi di Carbonio Agro-Forestali, uno strumento di certificazione delle quantità di carbonio assorbito dai sistemi agrari e forestali nazionali, e si è impegnata a realizzare ed aggiornare l’Inventario Forestale Nazionale.

(Fonte Corpo Forestale dello Stato)