L’Arci caccia chiede un nuovo patto con agricoltori e ambientalisti

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Nella maggior parte della regioni italiane si inaugurerà oggi la stagione venatoria per le specie migratrici, con particolare riferimento a quaglia, tortora ed alcuni tipologie di acquatici. L’apertura generale è fissata invece per la terza domenica del mese di settembre; con un sistema articolato di aperture e chiusure nel rispetto dei cicli biologici di ciascuna specie, la stagione si protrarrà infine fino al 31 gennaio del prossimo anno. I cacciatori per poter svolgere l’attività venatoria hanno bisogno, tra l’altro, del permesso per l’ingresso negli Atc (Ambiti Territoriali di Caccia) e nei Ca (Comprensori Alpini).

Osvaldo Veneziano, presidente nazionale Arci Caccia, pone l’attenzione sulle principali novità introdotte dai calendari venatori: «Va sottolineato, in primo luogo ? afferma il dirigente dell’associazione ? come molte Regioni, in particolar modo del centro Italia, abbiano optato per una apertura uniforme, applicando metodologie scientifiche e concertate, valorizzando la figura del cacciatore ed evitando disomogeneità nocive. È la prima volta che vengono applicate correttamente, in questa direzione, le norme previste dalla legge 157 del 1992».

«In secondo luogo ? continua il presidente dell’Arci Caccia ? va un plauso a quelle Regioni (purtroppo non tutte) che hanno elaborato le proprie politiche venatorie recependo, con autonomia, intelligenza e senza strumentalizzazioni di parte, alcuni contenuti del decreto ministeriale su Zps e Zsc e della risoluzione in materia approvata dal Parlamento. È in questo modo che si persegue una gestione ottimale e efficace del territorio e una caccia realmente compatibile con l’ambiente e la società».

Osvaldo Veneziano lancia poi un appello ai cacciatori: «Auspico che l’attività venatoria venga condotta con attenzione, serenità e rispetto. Molti terreni interessati sono infatti agricoli e privati. A questo proposito ? conclude ? rilanciamo l’opportunità di un nuovo patto con le associazioni degli agricoltori e degli ambientalisti per consolidare lo straordinario patrimonio naturale, paesaggistico e faunistico del nostro paese».

(Fonte Arci Caccia)