L’Ecologia Globale

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( Perfezionanda in Diritti Umani, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa, chiara.certoma@sssup.it )

L’Ecologia Globale si basa sull’Ipotesi Gaia di James Lovelock e Lynn Margulius (Lovelock, 1981, 1986, 1991). L’Ipotesi Gaia postula l’esistenza di meccanismi di regolazione dell’ambiente planetario tale da renderlo stabile e costante nonostante le perturbazioni improvvise o progressive. Le specie e l’ambiente rimangono in uno stato di omeostasi, interagendo continuamente, finché non sopraggiunge una perturbazione superiore alle loro capacità di regolazione. Gaia è un sistema teleologico e cibernetico che funziona attraverso tentativi ed errori nella ricerca dell’omeostasi.
Sul rapporto tra l’Ipotesi Gaia e l’Ecologia teorica, Edward Goldsmith sostiene che, accettando le proposte di Lovelock, il riduzionismo e l’ecologia meccanicistica non sono più difendibili ma al contempo, piuttosto che tornare ad una visione semplicemente olista alla Clements, è necessario svilupparne una versione che tenga conto dei lavori dei teorici dei sistemi. Purtroppo, secondo Goldsmith, attualmente queste preoccupazioni non sono più all’ordine del giorno.
Odum, unico tra gli ecologi a prendere in considerazione l’Ipotesi Gaia, è rimasto solo dopo la trasformazione che, come accennato, è volta a rendere l’ecologia conforme alla scienza riduzionista e meccanicista in cui le parti vengono esaminate separatamente, la competizione sostituisce la cooperazione, la diversità non è più intesa come funzionale alla stabilità1 (Goldsmith, 1993).
Stephen J. Gould ha recentemente sostenuto che il modello di Gaia non dice niente di nuovo, non fa che cambiare di metafora e la metafora non è un meccanismo. Ma, è possibile rispondere, il meccanismo è una metafora, e l’Ipotesi Gaia sostituisce la metafora meccanicista con quella organicista (Watson, 1992). L’idea che il mondo possa essere rappresentato come una macchina inibisce la concezione partecipativa della conoscenza e dell’esperienza. Gaia, invece crea se stessa in maniera imprevedibile e dunque l’unica conoscenza possibile è di tipo interattivo.

1 Esempio di questo approccio ecologico riduzionista è Paul Colinvaux i cui testi sono spesso adottati oggi nei corsi di ecologia delle università.