L’intervista

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«L’uso e l’abuso di questo termine da parte delle amministrazioni responsabili evidenzia quanto sia approssimativa la conoscenza del fenomeno e delle sue motivazioni. Il piromane, infatti, è una persona con turbe mentali, seppur lievi, che trae soddisfazione dalla visione delle fiamme; è ben noto che si tratta di una patologia abbastanza rara ed inconsueta, al punto che nella moderna classificazione delle motivazioni degli incendi volontari, messa a punto dall’Accademia della Fbi di Qantico (National Centre for the Analysis of Violent Crime), il termine non viene più usato e si sconsiglia vivamente di adoperarlo senza il parere di uno psichiatra.
«La caratteristica comportamentale di base del piromane è quella di non cercare di massimizzare i danni, poiché il suo unico obiettivo è la contemplazione, delle fiamme o degli interventi successivi e non l’ampiezza dei danni inferti. Quindi difficilmente può addebitarsi a piromani un incendio di vaste proporzioni, a focolai multipli, con dispositivi di accensione a tempo, come ne sono stati abbondantemente identificati quest’anno».
Noi italiani, si sa, ci perdiamo nelle dietrologie e non prendiamo mai il toro per le corna.
«Gli incendi – ci dice sempre Leone – non sono, infatti, un evento casuale ma sono il risultato di scelte, criminali fin che si vuole, ma funzionali a certi obiettivi che occorre analizzare ed identificare: ignorare questa realtà vuol dire persistere nel combattere un nemico dal volto ignoto, contro il quale non basta il dispiegamento massiccio di mezzi tecnici. Il risultato è che si opera al buio, senza sapere contro chi concentrare gli sforzi di prevenzione e controllo. Una dimostrazione di quanto detto è il numero assolutamente esiguo di responsabili identificati, di solito sbrigativamente e sistematicamente definiti piromani».
«Piromane» viene usato come sinonimo di incendiario e qualche volta in modo confuso unito ad altri termini come «terroristi piromani».
«Certo – conclude Leone – l’uso improprio di un termine non è un fatto grave, è soltanto un errore lessicale, ma consente di utilizzarlo in modo capzioso (il malato di mente è sempre in grado di intendere e volere? Se la risposta è no, come appare ovvio, si immagini quanto potrebbe essere funzionale ad una difesa scaltra e spregiudicata l’aver usato impropriamente il termine piromane».