La Fusione fredda può interessare medici e biologi?

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( Coordinatore del centro studi di biometeorologia di Roma, www.cifa-icef.org )

A parte le urgenze sulle necessità di produrre energia a basso impatto ambientale, può essere interessante domandarsi se siano possibili ricadute in ambito biologico. Ad esempio la coerenza nella materia ( che diede il titolo all’opera principe di Giuliano Preparata «QED Coherence in Matter» e che sembra la base teorica della Fusione fredda), non si manifesta nella formidabile capacità di ordine e di omeostasi biologica? Non potrebbe spiegare la superconduttività (o iperconduttività che dir si voglia, come dimostrato da Zhadin in un sistema inorganico e dal nostro gruppo nei circuiti elettrici corporei con variazioni di correnti dell’ordine del 30/40%, a fronte di una variazione di 50.000/100.000? in risonanza con deboli segnali fisici e atmosferici?
Forse anche gli stessi cambiamenti emotivi, e le correlate dinamiche psicosomatiche, che così grande rilevanza hanno nel performance status e nella stessa fisiopatologia delle infezioni virali e batteriche oltre che nel sistema neurovegetativo, potrebbero essere meglio comprese nell’ambito delle teorie elettrodinamiche quantistiche coerenti e nella superconduttività. Appare non inutile ricordare che le leggi fisiche che valgono nella materia inanimata debbono avere anche un ruolo nelle dinamiche che caratterizzano la materia vivente che resta una forma specialmente organizzata di materia inanimata.