La legge delega è una vergogna

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Greenpeace interviene sull’approvazione al Senato della legge delega: «La legge delega sull’ambiente è una vergogna perché apre una deregulation senza limiti. Il ministro Matteoli, con l’appoggio di tutto il governo, è riuscito a scardinare 30 anni di politiche ambientali con una legge che costituisce una vera e propria «delega in bianco».
«A cosa serve tirare fuori dal cilindro 24 esperti per creare in maniera assolutamente discrezionale una Commissione che riscriva le leggi ambientali, quando esistono già gli enti di ricerca preposti a fornire pareri in materia e soprattutto l’unico problema è applicare con severità le norme già esistenti – afferma Roberto Ferrigno, direttore campagna di Greenpeace -.Uno dei nodi più scandalosi è quello dei rifiuti. Se anche il Parlamento approverà il disegno di legge Delega, i rottami ferrosi e non ferrosi, nonché altri scarti di lavorazioni industriali e quelli di lavorazioni artigianali o provenienti da cicli produttivi o di consumo destinati ad attività siderurgiche e metallurgiche, sarebbero definibili come materie prime secondarie e quindi non sarebbero più sottoposti al regime dei rifiuti. Diventerebbe così impossibile ogni forma di controllo della movimentazione di queste sostanze, considerate rifiuto nel resto della Unione europea e sottoposte anche nel nostro paese ad obblighi di documentazione.
«La Legge Delega aggrava ulteriormente la situazione riconoscendo come materie prime secondarie anche i rottami ferrosi e non ferrosi provenienti dall’estero e istituendo una sezione speciale dell’Albo nazionale delle imprese a cui si potrebbero iscrivere quelle di Paesi europei ed extraeuropei che effettuano operazioni di recupero di rottami ferrosi e non ferrosi. L’iscrizione, inoltre, potrebbe essere effettuata dalla compagnia estera mediante una semplice comunicazione all’Albo corredata da una attestazione di conformità rilasciata, però, dalla autorità competente nel paese di appartenenza della azienda – spiega Roberto Ferrigno – che comporterebbe la movimentazione senza alcun controllo di materiale ferroso e non ferroso e che potrebbe facilitare l’introduzione nel nostro paese di materiale contaminato anche da sostanze radioattive».